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Viterbo – “Benvenuto lo studio dello storico pisano Aurelio Pellegrini, ma, senza voler fare polemica, il sarcofago dell’arcivescovo Ruggieri lo aveva già individuato e descritto lo Scriattoli nel 1915. Il problema è che non ci sono prove documentali che si tratti proprio del sarcofago di Ruggieri”.
A parlare è il giornalista e studioso viterbese, d’origine siciliana, Giuseppe Rescifina, alla luce della notizia riportata nei giorni scorsi dal quotidiano Il Tirreno relativa all’individuazione, presso il museo civico, del sarcofago dell’arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini, la cui testa rosicchiata diventa per Dante Alighieri il “fiero pasto” da cui solleva la bocca il conte Ugolino nella Divina Commedia.
Il prelato, originario del Mugello risulta essere morto nel capoluogo, a Santa Maria in Gradi, il 15 settembre 1295.
Rescifina, la notizia dell’individuazione del sarcofago non sarebbe dunque una novità?
“Ho letto con attenzione la notizia relativa all’individuazione da parte dello studioso Aurelio Pellegrini del sarcofago-tomba dell’arcivescovo Ruggieri, personaggio storico pisano citato da Dante nell’Inferno.Ma non si tratta di una novità. Lo Scriattoli lo aveva già detto oltre un secolo fa”.
Dopo oltre un secolo, forse ne è venuta meno la memoria?
“A dire il vero due anni fa ne ho parlato anche io, nel libro ‘Dante e la Tuscia. Personaggi, luoghi, simboli e un’ipotesi suggestiva’, ricostruendo la vicenda del soggiorno a Viterbo di Ruggieri, della morte e della tomba. Dico anche che ad affermare che sia quella del personaggio pisano citato da Dante è lo storico Andrea Scriattoli, nel celebre libro ‘Viterbo nei suoi monumenti’. parliamo del 1915. Ma dico anche che, per l’appunto, la notizia non è confortata da alcuna documentazione. Se lo studioso Pellegrini ha trovato elementi di conferma non può che farmi piacere”.
Ma che ci faceva oltre sette secoli fa, 722 anni fa a Viterbo l’arcivescovo Ruggieri?
“Non è dato sapere perché l’arcivescovo si trovasse a Viterbo al momento della sua morte, probabilmente era diretto a Roma. La sentenza del cardinale Colonna, cui era stata affidata la causa dal papa, emessa nel 1295, privava l’arcivescovo della sua dignità e del suo ufficio e lo condannava a prigione perpetua. Ma Ruggieri venne presto a morte”.
Che altro sappiamo di “viterbese” di questo personaggio veramente esistito, l’arcivescovo diventato col conte Ugolino uno dei personaggi più popolari dipinti da Dante nell’Inferno?
“Sappiamo che è deceduto a Viterbo il 15 settembre del 1295 e che fu sepolto nella chiesa di Santa Maria in Gradi. Lo storico Andrea Scriattoli individua nello stesso sarcofago descritto dallo storico Aurelio Pellegrini, che oggi si trova presso il museo civico di Viterbo, la tomba dell’ arcivescovo Ruggieri. Ma la notizia, per quanto suggestiva, ad oggi non risulta essere confortata da alcuna documentazione”.
Silvana Cortignani


