Viterbo – E’ il giorno del processo. Del processo, con rito abbreviato per lesioni e tentata violenza, al presidente di Casapound Cimini Jacopo Polidori e al militante di estrema destra Luca Santini. Compariranno questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo.
Polidori e Santini, 30 anni il primo e 18 il secondo, sono finiti a giudizio dopo il grave episodio della notte tra l’11 e il 12 febbraio a Vignanello.
Paolo, 24 anni, di Vallerano, viene picchiato ferocemente all’uscita di una pizzeria, vicino un parco. Una vera e propria “azione punitiva”, scrive la procura di Viterbo: la vittima è colpevole di aver condiviso su Facebook una vignetta satirica che recitava “Chi mette il parmigiano sulla pasta col tonno non merita rispetto”.
“Fatti i cazzi tuoi, non prendere in giro Casapound” gli urlano tra un pugno e una cinghiata.
Ma ci sarebbe anche un’altra frase sgradita ai militanti: “Chi scappa dalla guerra*, abbandonando genitori, mogli e figli, non merita rispetto. *Tipo il Duce”. Paolo l’aveva pubblicata il 31 gennaio sulla sua bacheca. Il resto è storia: ai domiciliari finisce Polidori, il 15 marzo. Nel registro degli indagati, Luca Santini e tre minorenni. Tutti di estrema destra.
Un’aggressione che gli inquirenti hanno definito fin dalla prima ora come politica. Anche perché la vittima ha parlato chiaro: “Io non ti tocco, ma tu non devi più rompere il cazzo a Casapound”, si sarebbe sentito dire Paolo mentre era già a terra col volto ridotto a una maschera di sangue. I legali dei militanti, gli avvocati Domenico Gorziglia, Samuele De Santis ed Enrico Valentini, negano: “Chi lo dice deve dimostrarlo”.
Per Polidori e Santini la procura, pm Stefano D’Arma, aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Ma i difensori, a loro volta, hanno chiesto e ottenuto l’abbreviato secco. E’ un rito alternativo, che consente agli indagati di chiudere più velocemente e nella massima riservatezza la loro vicenda giudiziaria. Solitamente, a meno di rinvii imprevisti, si risolve con una sola udienza. A porte chiuse. Nel caso specifico, davanti al gip. Inoltre, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena.
