Verona – “Ai migliori!”… parola di Cracco. Pietre Santafiora conquista il Marmomacc, la fiera internazionale del marmo a Verona che si è svolta dal 27 al 30 settembre, e non solo. Per l’azienda di Vitorchiano di Salvatore Forieri che, da oltre quaranta anni, estrae e lavora pietre naturali, il noto chef ha, infatti, riservato solo sorrisi e non i temuti sguardi che mostra nei suoi programmi tv.
Proprio su un tavolo da cucina in pietra santafiora ha fatto uno showcooking (il secondo dopo quello dello scorso anno) preparando baccalà marinato nel caffè servito poi sulla nuova linea di piatti in pietra disegnata da una stilista russa e lanciata dall’azienda stessa.
Cracco li ha promossi con una dedica speciale “Ai migliori”, ha scritto sul piano dopo aver cucinato. E Serena Getuli, moglie di Forieri che si occupa del marketing, ha poi rivelato: “Mi sono quasi commossa”.
Impegno, scrificio, ma anche coraggio e passione. Un mix che è valso all’azienda anche la nomination a Best comunicator award, piazzandosi tra i primi tre sui 1800 competitor.
“Per questa edizione – racconta Serena Getuli – abbiamo esposto una parete in pietra santafiora con un taglio esagonale innovativo che, allo stato attuale, facciamo solo noi. In un’altra parete, invece, c’erano tutti i nostri materiali: pietra santafiora, lavagrigia e lavarosa con tutte lavorazioni speciali della superficie.
Abbiamo esposto anche un piano cucina dotato di un modello Scavolini che ci è stato prestato per l’evento e su cui ha eseguito uno showcooking lo chef Carlo Cracco.
Il piano è stato lavorato con uno specifico trattamento antimacchia, antiacido e antibatterico per le nostre pietre e che è stato studiato e creato da noi per proteggere non solo i piani cucina, ma anche le pavimentazioni interne”.
Si è rinnovata la collaborazione tra Santafiora, Scavolini e Cracco. “Era nata già lo scorso anno e anche stavolta Cracco ha cucinato delle ricette con la novità di averle servite su una linea di piatti disegnata da una stilista russa che le ha realizzate con forme innovative e create a mano in base alle sue sensazioni. Pezzi unici. Sulla pietra risaltavano i colori del baccalà marinato nel caffè poi caramellato e quindi adagiato su un letto di crema di piselli, con una spolverata di caffè e tuorlo d’uovo”.
Inoltre: “Per la prima volta – continua Serena -, dopo molti anni che partecipiamo alla fiera, siamo stati convocati per il Best comunicator award, che è il riconoscimento che la Marmomacchine riserva a chi, durante la fiera, comunica ed espone meglio l’immagine della propria azienda. Siamo arrivati fra i primi tre tra le 1800 aziende che espongono”.
Il marito Salvatore Forieri svela:”Oltre alla presenza di un grande chef come Cracco, che sicuramente ci ha dato grande visibilità, abbiamo anche rinnovato lo stand a differenza dell’80 per cento degli altri che sono rimasti statici. Siamo riusciti a catturare così l’attenzione per tutte le giornate della manifestazione. E’ stato un valore aggiunto che ci ha permesso di raggiungere questo successo”.
Non solo Italia, la Santafiora ha esposto anche a Bilbao (Monaco), negli Emirati, in Svizzera, a Mosca e a Orlando. Esperienze che hanno consentito di migliorare la qualità della materia prima.
“Le caratteristiche di tutte le nostre pietre – riprende Serena – sono la purezza, la compattezza e soprattutto la longevità e quindi la non aggredibilità da parte del freddo o del caldo. I materiali, infatti, sono stati testati in posti con forti escursioni termiche, ma anche per l’utilizzo in parete ventilata e in zone a rischio sismico per cui resistono ai terremoti. Inoltre, non contengono radon, che è un gas nocivo, che può portare malattie. Alte concentrazioni ci sono nel granito o nel tufo, non nelle nostre pietre che ne hanno una minima percentuale che si avvicina allo 0,3.
Abbiamo ricevuto grandissimi apprezzamenti, come tutti gli anni, ma forse stavolta sono aumentati per aver presentato le nostre pietre in una veste ricercata ed elegante. La pietra santafiora e lavagrigia piacciono per la loro parte calda, la prima, e fredda, la seconda quindi possono essere usate sia in luoghi moderni che classici”.
L’azienda ha sede a Vitorchiano e si occupa di escavazione di pietre naturali in cave tra il Lazio e la Toscana, di preciso a Manciano. “Lavoriamo da 50 anni sul territorio – continua Forieri – con un personale qualificato italiano che si tramanda il lavoro di padre in figlio. Siamo una grande famiglia con circa 60 dipendenti.
C’è una passione per cui lavoriamo in primis per noi stessi, perché facciamo quello che ci piace e poi, portiamo avanti una tradizione e un’eccellenza italiana che è quello che ci dà soddisfazione. Unendo queste due cose, infatti, si ottiene la felicità in ambito professionale”.
La moglie Serena non nasconde: “Avremmo bisogno del sostegno di Regione e Stato per migliorare gli investimenti e spingere il marchio nel mondo. Servono fondi che, purtroppo, le aziende italiane non sanno più dove andare a prendere. Incentivi per andare avanti, migliorarsi e diventare sempre più grandi, perché questa crescita fa bene alla nazione e anche al territorio visto che si dà lavoro a tante famiglie. Speriamo, quindi, di riuscire a far conoscere ancora di più l’azienda oltre i confini per esportare i nostri prodotti di eccellenza. Vogliamo far rivivere l’azienda per come era prima, conosciutissima in tutta Italia, e ora un po’ meno, perché è cambiato il mercato”.
Forieri ha chiaro il futuro. “Molti pensano alla robotizzazione, noi, invece, siamo per un’inversione di tendenza, puntando tutto sulla manodopera specializzata e di esperienza: vogliamo investire più sulle persone che sui macchinari.
Ci reinventiamo ogni giorno ed è una fatica estenuante, perché dobbiamo stare al passo con le esigenze del mercato in continua evoluzione. Marmomacc insegna: eravamo 1800 aziende da tutto il mondo tra macchinari e pietre (1200 di sole aziende), e per tenere testa, tenendo conto che da noi, rispetto al resto del mondo, il costodi manodopera e tassazione è il più alto in assoluto, è necessario trovare un valore aggiunto. E’ sempre più difficile essere concorrenziali ed ecco perché non bisogna mai abbassare la guardia”.
Conclude Forieri: “Al di là dei nostri prodotti, che sono di eccellenza e non ricopiabili, sono le persone che compongono l’azienda il segreto di questa riuscita”.
Aggiunge Serena: “Ci vogliono coraggio e sacrificio. Svegliarsi la mattina e dare il massimo fino a sera e oltre. Il segreto è il lavoro duro”.
Paola Pierdomenico





