Fabrica di Roma – In servizio sulla provinciale Quartaccio, a Fabrica di Roma, agenti della polizia locale vengono insultati da un ciclista: “Bastardi, siete dei figli di troia. Quell’autovelox ve lo metto in culo, e speriamo passi qualcuno che ve lo spacchi in testa”. I vigili, infatti, si trovavano sulla provinciale proprio con un apparecchio per il rilevamento della velocità dei veicoli in transito.
A processo, davanti al giudice Giacomo Autizi del tribunale di Viterbo, è finito il ciclista. I due poliziotti della locale che, stando all’accusa, sarebbero stati insultati si sono invece costituiti parte civile.
In aula, il racconto di un agente. “Eravamo in servizio con l’autovelox sulla provinciale Quartaccio a Fabrica di Roma, quando un ciclista ci è passato davanti e ha iniziato a insultarci – spiega il poliziotto al giudice -. Ci ha detto: ‘Bastardi, siete dei figli di troia. Quell’autovelox ve lo metto in culo, e speriamo passi qualcuno che ve lo spacchi in testa’. I ciclisti erano due, ma solo uno ci si è scagliato verbalmente contro”.
Gli agenti, caricato l’autovelox nella macchina di servizio, inseguono la coppia. “L’abbiamo fermata nella via parallela – continua il poliziotto -, in via dell’Industria. Gli abbiamo chiesto i documenti ma non ce li hanno dati, rispondendoci: ‘Voi non sapete con chi avete a che fare…’. Abbiamo chiesto ai carabinieri di intervenire, e così sono stati generalizzati”. Poi il processo, che continuerà a marzo con una nuova udienza.
