Viterbo – Il feretro ai piedi dell’altare. E’ ricoperto di fiori colorati. Accanto ci sono mamma Anna Maria, il fratello Antonio e la sorella Rosangela. Da lontano l’abbraccio di Raffaella, in viaggio dagli Stati Uniti, dove vive. A seguire, un’intera comunità. Quella comunità parrocchiale a cui Rocco De Pace, 26 anni, apparteneva. Quella comunità parrocchiale che solo tredici giorni fa si è stretta al dolore della sua famiglia per l’addio al papà Ciro, professore universitario. Quella comunità parrocchiale che oggi è tornata a fare scudo intorno alla signora Anna Maria, maestra e catechista, distrutta dal dolore per aver perso anche un figlio.
Fotocronaca: I funerali di Rocco De Pace
Quanta gente ai funerali di Rocco, morto per un avvelenamento da botulino. La chiesa di santa Maria della Verità, in piazza Crispi, sembra così piccola. Tantissimi i ragazzi, tantissimi gli amici, tantissime le persone. Tante come quelle che in questi quattro lunghi mesi hanno sperato nel miracolo. Il miracolo che Rocco si svegliasse dal coma in cui era finito. Ma alle 22 di venerdì il suo cuore ha cessato di battere.
A officiare il funerale, il vescovo Lino Fumagalli e don Elio Forti, parroco della chiesa della Verità. “Potremmo pensare che la vita di Rocco sia stata troppo breve. Che la tristezza e la disperazione siano l’unica reazione possibile. Ma non nell’ottica della fede, che dà senso anche all’ottica umana”, dice il vescovo nell’omelia.
“Rocco, subito dopo il papà Ciro, è stato chiamato in cielo a occupare il posto che il Signore gli ha riservato – continua il vescovo -. Quello di questa sera è un arrivederci, perché Rocco lo ritroveremo quando il Signore lo vorrà. Perché la vita non termina con l’orizzonte terreno, ma è l’eternità la meta finale.
Il vuoto nel cuore di mamma Anna Maria rimarrà per sempre, eppure continuerà a sentire Rocco vicino. La fede la sosterrà, tempererà il suo dolore. E Rocco e suo papà già stanno pregando per lei, per noi. Coraggio Anna Maria, donna forte. Tutta la comunità vi sosterrà. Il calvario di Rocco è stato lungo, ma ora è accanto al papà nella dimora eterna del cielo”.
In tanti conoscevano Rocco. In tanti gli volevano bene. E in tanti continueranno a ricordare i suoi grandi occhi blu e il suo dolcissimi sorriso. Aveva la musica nel sangue, Rocco. Il suo amore per i Nirvana e i Black Sabbath lo ha portato, dieci anni fa, a fondare una band con il fratello Antonio e due amici: i Plastic Age.
Amava i suoi studi, Rocco. I grandi progetti e la natura. Dopo la laurea in biotecnologie a Bologna, si era trasferito a Perugia per specializzarsi in biotecnologie farmaceutiche. Sognava un futuro nella scienza. Come suo padre Ciro, docente di genetica agraria all’università della Tuscia.
Rocco è morto venerdì sera all’ospedale di Belcolle. Era stato trasferito a Viterbo ad agosto, dopo due mesi in rianimazione al Santa Maria della Misericordia di Perugia per un avvelenamento da botulino. L’intossicazione sabato 17 giugno. Quella sera, insieme al coinquilino pugliese di 21 anni, Rocco avrebbe cenato, nel suo appartamento nel quartiere Monteluce del capoluogo umbro, con cibi inviati da una delle due famiglia. Cibi presumibilmente mal conservati, che hanno provocato ai due studenti fuori sede l’avvelenamento alimentare.
Immediata la corsa in ospedale, dove il 26enne viterbese e il suo coinquilino sono stati ricoverati per quasi due mesi: Rocco sempre nel reparto di rianimazione, il 21enne è stato poi trasferito nella struttura di degenza di malattie infettive. A inizio agosto è stato dimesso, ed è tornato a casa. A Lecce.
Rocco, invece, è stato trasferito all’ospedale di Belcolle, dove venerdì sera è morto.
Domani il feretro partirà per Mottola, in provincia di Taranto. Lì Rocco riposerà per sempre, accanto al papà Ciro. All’uscita dalla chiesa, la salma è stata accolta da un lungo applauso e dal volo dei palloncini bianchi.









