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“Ciò che è capitato a Berlusconi può capitare a chiunque di noi”

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Viterbo - Eugenio Cipolla parla del suo libro 'Condannate Berlusconi' al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo – Eugenio Cipolla parla del suo libro ‘Condannate Berlusconi’ al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo - Eugenio Cipolla parla del suo libro 'Condannate Berlusconi' al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo – Eugenio Cipolla parla del suo libro ‘Condannate Berlusconi’ al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo - Eugenio Cipolla parla del suo libro 'Condannate Berlusconi' al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo – Eugenio Cipolla parla del suo libro ‘Condannate Berlusconi’ al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo - Eugenio Cipolla parla del suo libro 'Condannate Berlusconi' al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo – Eugenio Cipolla parla del suo libro ‘Condannate Berlusconi’ al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo - Eugenio Cipolla parla del suo libro 'Condannate Berlusconi' al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo – Eugenio Cipolla parla del suo libro ‘Condannate Berlusconi’ al centro studi Ricerca il Leone

Viterbo – “Ciò che è capitato a Berlusconi può capitare a chiunque di noi”. Eugenio Cipolla, giovane giornalista, classe ’88, esperto di comunicazione, social media e campagne elettorali, al Centro studi Ricerca il Leone, per gli appuntamenti dell’Autunno culturale col suo libro ‘Condannate Berlusconi’.

Un’opera frutto di un intenso lavoro che Cipolla ha portato avanti per più di due anni, studiando le carte per ricostruire il travagliato rapporto dell’ex premier con la giustizia.

Nessuno scopo propagandistico, ha specificato l’autore, ma solo il tentativo di mettere in luce alcuni meccanismi della giustizia italiana.

Al centro c’è Berlusconi che, dal 1994, da imprenditore sconosciuto alle cronache giudiziarie, con la discesa in politica ne entra a far parte da protagonista.

“Non ho scritto il libro – dice Cipolla – per sostenerlo o adularlo perché Berlusconi ha avvocati più bravi di me e non ce n’è bisogno. L’ho fatto solo per far comprendere che quello che è capitato a Berlusconi, in questi venti anni, può capitare a chiunque di noi. Con la piccola differenza, che mentre lui si è potuto difendere, non tutti hanno la sua stessa fortuna”.

Il libro ripercorre i processi di Berlusconi a partire da quello del ’94 per presunte tangenti alla guardia di finanza fino al Rubygate. “Berlusconi ha 60 procedimenti a carico, 2500 udienze e mezzo miliardo di euro spesi in consulenze e avvocati. Il punto è che tutti ci dobbiamo domandare cosa avremmo fatto se ci fossimo trovati al suo posto”.

Ha detto Cipolla: “Una delle parole che mi vengono in mente nel raccontare questo libro è trasformismo. Nelle ultime due legislature, ci sono stati 439 cambi di casacca e i parlamentari che hanno abbandonato Forza Italia e Berlusconi sono stati 202, ma si è indagato esclusivamente su quelli che sono passati con l’ex premier, penso a Razzi e Scilipoti, e non viceversa”.

Nel libro sono descritte anche “le 14 anomalie del processo Ruby come per esempio che il fascicolo è stato affidato a Ilda Boccassini, che si occupa di reati antimafia e non contro la pubblica amministrazione, o le 28 anomalie del processo Mediaset, coi giudici scrivono che Agrama era socio occulto di Berlusconi, ma negli stessi anni in cui vendeva diritti a Mediaset li vendeva anche a Rai o la prescrizione spostata in avanti, come accaduto nel processo Mills.

Un lungo processo che ha prodotto migliaia di atti e che dovrebbe portare alla riabilitazione politica di Berlusconi di cui si discuterà il 22 novembre alla Corte di Giustizia europea. Forse non in tempo per le prossime elezioni”.

Si è parlato poi del rapporto tra magistratura e polirica e il ruolo dei media nell’epoca dei processi che avvengono prima sui giornali che nelle aule di tribunale.

Temi e spunti che hanno dato il via a un vivace dibattito con il pubblico che ha partecipato all’incontro.


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