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“Fiocco azzurro” a palazzo Gentili…

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Viterbo - Consiglio provinciale

Viterbo – Consiglio provinciale

Pietro Nocchi

Pietro Nocchi

Viterbo - Consiglio provinciale - Elpidio Micci, Alessandro Romoli, Gianluca Grancini

Viterbo – Consiglio provinciale – Elpidio Micci, Alessandro Romoli, Gianluca Grancini

Viterbo - Consiglio provinciale - Carlo Postiglioni e Aldo Fabbrini

Viterbo – Consiglio provinciale – Carlo Postiglioni e Aldo Fabbrini

Viterbo - Consiglio provinciale - Eugenio Stelliferi e Francesco Serra

Viterbo – Consiglio provinciale – Eugenio Stelliferi e Francesco Serra

Viterbo - Consiglio provinciale - Maurizio Palozzi e Gianluca Angelelli

Viterbo – Consiglio provinciale – Maurizio Palozzi e Gianluca Angelelli

Viterbo - Consiglio provinciale - Livio Treta e Massimo Paolini

Viterbo – Consiglio provinciale – Livio Treta e Massimo Paolini

Viterbo - Consiglio provinciale

Viterbo – Consiglio provinciale

Viterbo – Fiocco azzurro a palazzo Gentili. Pietro Nocchi, è il giorno dell’insediamento. Il nuovo presidente della provincia al debutto in un consiglio tutto al maschile. Nemmeno una donna ce l’ha fatta a essere eletta.

– Fotocronaca: S’insedia il nuovo consiglio provinciale

Emozionato, nel suo discorso d’insediamento, Nocchi non dimentica da dove proviene.

Solo di recente, eletto sindaco di Capranica. E ai piccoli centri dedica attenzione. “Non si può prescindere da queste realtà – osserva Nocchi – partire da loro, ridando a tutti lo stesso valore”.

Ringraziamenti di rito all’ex presidente Mauro Mazzola e al reggente Maurizio Palozzi.

Un debutto sottotono. Effetto di un ente rimasto fra color che son sospesi. Depotenziato dalla legge Delrio, ma con la bocciatura del referendum, non eliminato.

“Domani al ministero – anticipa Nocchi – è in programma una riunione, per lo stato dell’arte sulle deleghe trasferite alle regioni”. Oggi, poche quelle rimaste a palazzo Gentili. “Ma che comunque – sottolinea il presidente – incidono sulla vita delle persone. Ringrazio i consiglieri eletti e chi si è candidato.

Ci troviamo qui, avendo dato la nostra disponibilità, non per mettere medaglie al petto, senza percepire indennità, con senso per le istituzioni”.

Il nuovo consiglio è formato da Pd: Maurizio Palozzi, Francesco Serra, Aldo Fabbrini, Eugenio Stelliferi, Gianluca Angelelli, Carlo Postiglioni e Moderati e Riformisti, Livio Treta, Massimo Paolini per la maggioranza.

All’opposizione, Centrodestra unito e Civici con Gianluca Grancini, Alessandro Romoli, Elpidio Micci e Pietro Mencarini. Quest’ultimo, l’unico oggi assente.

Non ci sono, tra gli eletti, incandidabili o ineleggibili. Ciascun consigliere lo dichiara e nessuno fra i presenti è a conoscenza di motivi ostativi. Punto approvato all’unanimità.

Tra gli interventi, Gianluca Angelelli (Pd) si rammarica dell’assenza di colleghe. Nessuna donna entrata. Si augura che l’ente possa tornare a essere eletto dai cittadini e non con elezioni di secondo livello. Elpidio Micci (Centrodestra) punta sugli scarsi mezzi dell’ente, che possono generare insoddisfazione fra la gente, per mancati interventi, ad esempio sulla viabilità.

Livio Treta (Mo.Ri.) spera in un segnale dalla riunione in programma domani. Per avere un chiarimento sui compiti da portare avanti. Vecchi e nuovi.

Esaurita la parte dei convenevoli, si entra nel merito. Con l’approvazione del bilancio consolidato 2016, arrivano le prime divisioni.

Dall’opposizione, Romoli chiede un rinvio, per esaminare le carte. Perché come Grancini sottolinea, da regolamento devono passare venti giorni dalla consegna dei documenti alla discussione.

I tre rappresentanti di centrodestra minacciano di non votare e anzi, d’uscire. Ma il centrosinistra è per votare. C’è una scadenza da rispettare. “Oltretutto – sottolinea Livio Treta – non è emendabile e nemmeno è un atto d’indirizzo. Quindi può essere votato”.

Per non partire con il piede sbagliato, si decide di votare il bilancio, escludendo la parte che interessa le partecipate.

Così i tre consiglieri di minoranza restano, astenendosi- Col sì della maggioranza è approvato.

La seduta si è aperta con il ricordo di Massimo Luciani, dipendente della provincia, scomparso proprio oggi. 

Giuseppe Ferlicca


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