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Fughe rocambolesche, assolto il 28enne incapace di intendere e di volere

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Viterbo – Lascerà il carcere per una struttura specializzata il 28enne viterbese che nell’ultimo anno si è reso più volte protagonista di bravate, finite con diversi arresti, evasioni dai domiciliari e fughe rocambolesche in automobile. 

A processo per evasione, ieri è stato assolto dal giudice Silvia Mattei, su richiesta sia del pm Paola Conti che del difensore Daniele Saveri. Assolto perché non imputabile, in quanto incapace di intendere e di volere. Ma impossibile da rimandare a casa dai genitori, a causa della pericolosità sociale dovuta al disturbo di personalità borderline del quale soffre.

Il pm Conti ha confermato la richiesta di ricovero in una Rems, residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza sanitaria, oppure, in alternativa, la libertà vigilata presso un centro di recupero altamente contenitivo.

Entrambe opzioni finora non praticabili, per cui l’unica alternativa per l’imputato, fino ad ieri, è stato il carcere, nonostante la perizia psichiatrica cui il giovane è stato sottoposto dal dottor Alberto Trisolini. 

Il giudice Mattei, dal canto suo, ha disposto il ricovero in Rems, essendosi liberato un posto. Solo, però, per il tempo necessario al dipartimento di salute mentale della Asl di reperire una comunità terapeutica fortemente contenitiva disposta ad accoglierlo, in modo che possa beneficiare del regime di libertà vigilata. 

Leggendo la sentenza, il magistrato ha sottolineato come il 28enne, durante i quattro mesi di reclusione, sia stato sottoposto a plurime valutazioni psichiatriche, che hanno confermato la diagnosi. In un brevissimo arco temporale, ci sarebbe stata una vera e propria escalation di comportamenti antisociali. Tanto che anche la casa di cura in provincia di Viterbo, dove era stato inizialmente messo agli arresti domiciliari, si è detta indisponibile ad ospitarlo nuovamente. 

Fuggito a Firenze, durante l’evasione, fu trovato dalle forze dell’ordine alla stazione, dove si era fatto accompagnare da un taxi, sostenendo di essere scappato perché minacciato da non meglio identificate persone. Durante la permanenza a Mammagialla avrebbe messo a segno diversi “maldestri” tentativi di suicidio.

Adesso il 28enne, se tutto andrà secondo le intenzioni, potrà essere curato e recuperato, per il bene suo e degli altri. 


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