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Funzionari del genio civile accusati di corruzione, tutta per loro l’ultima udienza

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Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

La perquisizione dei forestali al genio civile 

 
Genio e sregolatezza, un'intercettazione ambientale

Un’intercettazione ambientale negli uffici di via Marconi

II processo Genio e sregolatezza

II maxischermo dell’accusa il giorno della richiesta delle condanne

Viterbo – (sil.co.) – Genio e sregolatezza, si difenderanno nella stessa udienza i funzionari del genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi. L’ultima del processo agli imputati prima della sentenza. 

E’ saltata la discussione prevista ieri della difesa della funzionaria civile Gabriela Annesi. Slittata al 28 novembre, in seguito alla richiesta a sorpresa dell’avvocato Samuele De Santis di discutere lo stesso giorno del collega Carmelo Ratano, che difende l’altro funzionario del genio civile, Roberto Lanzi.

Quest’ultimo considerato dall’accusa il deus ex machina del presunto sistema di appalti pubblici truccati da una cordata di imprenditori con la complicità dei due funzionari della sede periferica del genio civile di via Marconi. 

Gli altri imputati del processo, giunto oramai alle ultime battute, sono gli imprenditori Luca Amedeo Girotti, Fabrizio Giraldi, Angelo Anselmi e Giuliano Bilancini, l’ex sindaco di Graffignano Adriano Santori e l’ex assessore del piccolo centro della teverina Luciano Cardoni.

Il colpo di scena – che non è piaciuto ai pubblici ministeri Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci – è stato motivato da De Santis con la volontà di ottimizzare i tempi. “Meglio un’unica udienza, che dover ripetere due volte le stesse cose”, ha detto, parlando di economia processuale. 

Alla fine la presidente del collegio, giudice Maria Luparelli, accogliendo la richiesta, ha chiesto però ai due legali un preciso impegno: “Il 29 novembre va chiuso tutto – ha detto – per cui vi chiedo un impegno da galantuomini, vada per le difese che si sovrappongono, ma siate sintetici”. 

I due legali promettono sintesi, ma anche battaglia, in quella che, salvo sorprese, dovrebbe essere l’ultima udienza del lunghissimo processo per fatti che, in alcuni casi, risalgono ormai a un decennio fa. Giorno ics, martedì 28 novembre.

Ieri è quindi toccato ai difensori dell’imprenditore di Tarquinia Luca Amedeo Girotti, assistito dalla sorella Paola Girotti e dall’avvocato del foro di Civitavecchia Antonio Maria Carlevaro. 

Per l’imprenditore, l’accusa ha chiesto una condanna a tre anni. La difesa ha chiesto l’assoluzione con formula piena di Girotti, puntando il dito contro i tempi biblici di un processo che si sta avviando a chiusura ben cinque anni dopo l’operazione “Genio e sregolatezza” sfociata nell’arresto degli imputati del filone principale della maxinchiesta della procura contro appalti truccati e corruzione. 


Le condanne chieste dai pm per gli imputati

1) Roberto Lanzi, funzionario del Genio civile: 6 anni e 9 mesi, più una confisca di 51mila euro di beni

2) Adriano Santori, ex sindaco di Graffignano: 3 anni e 6 mesi

3) Gabriela Annesi, funzionario del Genio civile: 3 anni e 4 mesi

4) Luca Amedeo Girotti, imprenditore: 3 anni

5) Fabrizio Giraldo, imprenditore: 2 anni e 6 mesi

6) Luciano Cardoni, ex assessore di Graffignano: 2 anni

7) Angelo Anselmi, imprenditore: 2 anni

8) Giuliano Bilancini, imprenditore: 2 anni


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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