Viterbo – Non lo dimenticheranno mai. La mamma Anna Maria, le sorelle Raffaella e Rosangela e il fratello Antonio non dimenticheranno mai i grandi occhi blu e il dolcissimo sorriso di Rocco De Pace. E’ morto a soli 26 anni per un avvelenamento da botulino, contro il quale ha lottato per quattro lunghi mesi.
Rocco, che aveva la musica nel sangue, che amava i suoi studi in biotecnologie e la natura, che sognava un futuro nella scienza come suo padre Ciro, aveva “una voglia di vivere sconfinata. Un’enorme passione per la musica e per la scienza. Avevi – ricorda la sorella Raffaella – una curiosità e voglia di fare, di esplorare le novità che ti si presentavano”.
Rocco aveva mille passioni. “Avevi – rimarca Raffaella -, perché la vita bastarda ti ha riservato un destino ingiusto. Inaccettabile. Il dolore che proviamo è immenso. Un pezzo di cuore ci è stato strappato. Il tuo ricordo sarà sempre con noi. L’amore fraterno che ci ha legato in vita non si spegne”.
Rocco è morto venerdì sera all’ospedale di Belcolle, dopo un’agonia lunga quattro mesi. Un’intossicazione alimentare durante una cena a Perugia, dove studiava biotecnologie farmaceutiche, lo ha fatto finire in coma. Tutti hanno sperato nel miracolo, il miracolo che si svegliasse. Ma alle 22 del 27 ottobre il suo cuore ha cessato di battere.
In tanti ieri gli hanno detto addio nella chiesa della parrocchia santa Maria della Verità. Un’intera comunità si è stretta al dolore della mamma Anna Maria, maestra e catechista. Ma sopratutto “donna forte”, come ha sottolineato il vescovo Lino Fumagalli nell’omelia: solo dieci giorni prima della morte di Rocco aveva perso il marito, il professore universitario Ciro De Pace. “Il vuoto rimarrà per sempre nel suo cuore – ha detto il vescovo -, eppure continuerà a sentire il figlio vicino. La fede la sosterrà, tempererà il suo dolore. Rocco e suo papà stanno già pregando per lei. Per tutti noi”.
Oggi il feretro di Rocco raggiungerà la terra natale della sua famiglia: la Puglia. Rocco riposerà per sempre a Mottola, in provincia di Taranto, accanto al padre.



