Civita Castellana – “L’Italia può e deve essere un produttore di bellezza nel mondo”. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, ieri ha visitato il distretto industriale di Civita Castellana non mancando di portare una ventata di ottimismo sul futuro del paese.
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Accolto in pompa magna alla Azzurra ceramica, eccellenza del polo industriale del Viterbese, il segretario del Pd è arrivato in treno alle 13,10 e, scortato dalla stazione ferroviaria di Civita Castellana, è stato accompagnato in azienda da uno stuolo di uomini e donne della Digos, carabinieri, guardia di finanza. Non hanno mancato l’appuntamento i deputati del Pd Giuseppe Fioroni e Alessandro Mazzoli. Al seguito diverse auto, pullman del partito, sindaci dei vari comuni del circondario.
Azzurra ceramica che ha ospitato il meeting e ha lavorato per giorni per preparare il momento di accoglienza a Renzi. Dopo un giro in produzione, dove il politico ha stretto la mano uno a uno a ciascun operaio in turno, il tour dell’azienda simbolo del polo industriale civitonico è proseguito per tutto lo stabilimento.
I proprietari di Azzurra ceramica, Alberto Serraglini e Angelo Rossini con il figlio Lorenzo, hanno fatto gli onori di casa spiegando nel dettaglio a Renzi tutti i passaggi della catena produttiva.
Poi il segretario del Pd è entrato in sala meeting prendendo la parola dopo una breve introduzione di industriali del settore, imprenditori di zona e rappresentanti del distretto civitonico. Tra i punti più battuti da Renzi la consapevolezza che rafforzare l’export sia tra le priorità. Il segretario del Pd ha affermato tra l’altro: “Questo territorio ha la potenzialità di arrivare all’80-90% dell’esportazione. Ma a voi non vi ho mai incontrati all’estero – ha detto Renzi rivolgendosi agli imprenditori presenti -. Forse perché da soli sapete farlo meglio che con il nostro aiuto… Siamo consapevoli che le aziende italiane vanno all’estero anche nonostante la politica. Ma va sottolineato che la politica può dare una mano. Insieme si può raddoppiare la percentuale di estero. Questo non toglie che naturalmente occorre anche far ripartire l’edilizia”.
Renzi ha poi sottolineato l’importanza del risparmio idrico. Poco prima, infatti, i soci di Azzurra ceramica gli avevano illustrato il loro progetto water saving. Uno dei punti di forza dell’azienda sui mercati mondiali.
Renzi più avanti si è soffermato anche sul concetto di eccellenza dell’italianità nel mondo.
“Questa visita conferma un principio: l’Italia ce la può fare. E non sono ottimista a tutti i costi – ha detto il leader del Pd -. L’Italia ha tutte le condizioni per poter essere un produttore di bellezza nel mondo. Serve ridurre burocrazia, tasse, Ici, Irap. La storia degli 80 euro la sapete già. Sono solo l’inizio di una strada per cui c’è ancora molto da fare”.
Chiudendo, Renzi ha infine parlato di fiscalità.
“Gli 80 euro hanno fatto polemica, ma secondo me hanno fatto la differenza – ha sostenuto -. Tuttavia ci sono altre questioni. Un esempio? Far partecipare gli operai all’utile di una azienda, attraverso un meccanismo di detassazione. Perché se l’azienda fa utile allora va bene per tutti. Il meccanismo di detassazione è una sorta di principio di estensione della campagna degli 80 euro. Sottolineo questo perché è il futuro. Vanno ridotte le tasse al ceto medio, per far ripartire i consumi, altrimenti si ferma tutto. La politica deve agevolare in tutti i modi la ripresa. Facendo nuovi investimenti in funzione di nuova occupazione. Aiutando le aziende diminuendo le tasse”.
Sono intervenuti al dibattito: Augusto Ciarrocchi, amministratore delegato dell’azienda Flaminia e rappresentante della sezione ceramica di Unindustria; Augusto Gigliozzi di Disegno ceramica e rappresentante Federlazio; Sandro Pedica imprenditore locale del settore più provato, quello delle stoviglierie. Tutti uomini di grande esperienza nel settore, che hanno evidenziato le criticità dell’area: carenza di adeguate infrastrutture sia di comunicazione sia di collegamento stradale e ferroviario, scarsa sensibilità e partecipazione effettiva da parte delle istituzioni e infine difficoltà legate alla legge Fornero.
Il distretto industriale di Civita Castellana produce attualmente circa il 50% del Pil dell’intera provincia e il 70% dei sanitari in circolazione. La qualità intrinseca del prodotto e del design è una caratteristica vincente di questo distretto. La crisi ha colpito e lasciato i segni, ma negli ultimi anni sembra si stia riprendendo. Il fatturato, soprattutto estero, sta crescendo. Nel 2016 gli addetti del settore, oltre quelli generati dall’indotto, sono stati 2mila, con un fatturato globale che supera i 300 milioni di euro. Le aziende continuano a investire in impianti di design e produzione.
Valeria Conticiani





