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“Mio figlio accoltellato al viso, alla schiena e sulle braccia”

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Viterbo - Sangue a San Pellegrino - Il coltello sequestrato

Viterbo – Il coltello sequestrato

Viterbo - Una pattuglia della polizia in centro

Sangue a San Pellegrino – E’ intervenuta la polizia

 

Viterbo – Ventenne accoltella tre coetanei nel giro di pochi minuti seminando sangue e panico a San Pellegrino, in aula il racconto choc di una delle vittime. “Prima l’ho visto sferrare sei-sette coltellate a un’altra delle due vittime, poi ha accoltellato me ad una gamba, infine ha preso a coltellate un altro, anche in faccia, spaccandogli il labbro con la lama”.

Racconti da pulp fiction in tribunale, al processo al 21enne viterbese accusato di porto di coltello proibito e lesioni aggravate ai danni di due  giovani d’origine romena e di un altro italiano, quest’ultimo sentito ieri dal giudice Giacomo Autizi come testimone. 

In aula anche la madre di uno dei due ventenni romeni, che a differenza dell’italiano si sono costituiti parte civile. “Mio figlio è arrivato a casa dopo mezzanotte col volto pieno di sangue, una maschera di sangue. Aveva preso una coltellata sul viso, proprio sul labbro, una nella schiena, due sul braccio destro, una sull’altro braccio. Aveva sangue su tutto il corpo, ovunque, lo abbiamo portato prima in ospedale a farsi cucire e poi in questura”, ha detto la donna. 

Scenario della sanguinaria triplice aggressione il cuore del centro storico, tra piazza del Comune e piazza San Carluccio, lungo via San Lorenzo, piazza della Morte, via Cardinal la Fontaine, letteralmente macchiate di sangue la notte tra il 19 e il 20 dicembre 2015. Futili i motivi: “A me ha dato uan coltellata solo perché gli stavo dicendo di smetterla, mi ha detto che dovevo farmi gli affari miei e poi mi ha sferrato la coltellata. Io sono scappato a cercare una fontana per sciacquare il sangue, uno dei ragazzi romeni era sdraiato a terra in un lago di sangue e l’altro fuggiva impaurito tra i vicoli di San Pellegrino”, ha spiegato il ventenne viterbese. 

Tutti sono finiti al pronto soccorso di Belcolle, mentre l’aggressore è stato rintracciato poco dopo dalla polizia mentre cercava di nascondersi a casa. 

All’interrogatorio di convalida, l’attuale imputato si difese dicendosi vittima del branco, ammettendo di essere uscito con un coltello in tasca, ma di averlo portato solo per scoraggiare, nel caso li avesse incontrati, alcuni malintenzionati che in precedenza lo avevano minacciato. Pensandolo inerme, in 5-6 gli avrebbero teso un’imboscata “di gruppo” e lui, vistosi circondato, per difendersi avrebbe sferrato istintivamente il coltello.


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