Viterbo – (g.f.) – Modifica allo statuto comunale, la maggioranza batte in ritirata.
In consiglio arriva il momento di discutere le modifiche, ma la sola modifica che riesce al centrosinistra è il cambio di strategia. La ritirata.
A far cambiare idea a Michelini e i suoi, ci pensa Claudio Ubertini (FdI).
“Siete soltanto in nove presenti – dice Ubertini guardando verso i banchi del centrosinistra – e volete approvare una variazione che richiede la presenza di 22 consiglieri, i due terzi? Abbiate un po’ di buonsenso”.
Poi chiude il microfono e non si riesce a capire come Ubertini abbia concluso il suo intervento. Una descrizione su che tipo di faccia avessero i suoi colleghi di maggioranza. Dev’essersi trattato di una similitudine.
Gli dà manforte, Elpidio Micci: “Invito il presidente a ritirare la pratica e portarla quando sarete al completo. Se si fa tra qualche giorno, non cade il palazzo”.
Marco Volpi (Pd), nonostante i numeri risicati sperava d’approvare i due provvedimenti: “Riguardano strumenti di partecipazione popolare e un regolamento per gli ex comuni e la forma di presenza per i servizi decentrati.
Ritenevo, visto che in commissione sono stati approvati all’unanimità, che ci potesse essere condivisione pure in questo caso”.
Invece, se ne riparla il 24, dopo le interrogazioni. Come proposto da Sergio Insogna (Psi). In quell’occasione la seduta eccezionalmente è in prima convocazione. La maggioranza può metterci la faccia. Senza aggettivi.
E dopo questa non esaltante figura, tutti a casa. Seduta sciolta.
