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Fabrica di Roma – Picchia e violenta l’ex moglie, patteggia una condanna a 13 mesi e dieci giorni di reclusione e resta in libertà grazie alla sospensione condizionale della pena. Ma per l’uomo non finisce qui. Su di lui pende infatti un altro procedimento, per avere aggredito una poliziotta.
Il giudice ha quindi disposto la sospensione condizionale della pena, ma non la “non menzione”, perché sull’uomo, un 38enne di Fabrica di Roma, pende un altro procedimento. Per resistenza a pubblico ufficiale. Vittima ancora una volta una donna: avrebbe aggredito una poliziotta.
Ieri, nel frattempo, si è salvato da una condanna più pesante grazie al patteggiamento concesso dal gip Rita Cialoni, su richiesta del pm Franco Pacifici e del difensore Giovanni Bartoletti. Era accusato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.
Il ricorso al rito alternativo – che consente all’imputato di usufruire del beneficio dello sconto di un terzo della pena – si è tradotto per il 38enne fabrichese in una condanna tutto sommato mite. Il giudice, inoltre, gli ha concesso la revoca del decreto di allontanamento, da cui era stato colpito nel settembre 2016 in seguito alla denuncia da parte della ex.
Ciononostante, la sospensione condizionale significa per l’imputato che, in caso di ulteriori condanne, rischia di dover scontare l’eventuale cumulo di pene con la reclusione.

