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Prende a bastonate la madre novantenne, medico a processo

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Viterbo dall'alto

I fatti sono avvenuti a Viterbo

Viterbo – Prende a bastonate la madre novantenne con un manico di scopa, medico a processo. “E’ stato l’episodio clou di un calvario che andava avanti da dieci anni, lui si era piazzato a casa sua con le due figlie e la tormentava ogni giorno, ogni giorno era un’aggressione”, ha spiegato il fratello dell’imputato, anche lui medico, al giudice Silvia Mattei.

Erano circa le 18,45 di una domenica d’estate, il 13 luglio 2015, quando la polizia si è precipitata all’Ellera, allertata da un vicino. “Abbiamo trovato l’anziana che piangeva, con una mano tutta gonfia e la scopa per terra. Non era la prima volta che accadeva, aveva già picchiato la donna e anche una delle figlie. E’ stato arrestato e poi allontanato dall’abitazione”, ha raccontato uno degli agenti intervenuti sul posto.

“I vicini dicevano che da quella casa uscivano strilli e urla come se fosse la casa degli orrori. La mamma, però, ogni volta diceva che l’avrebbe denunciato, poi ci ripensava ‘dove lo mando?’ – ha detto ancora il fratello – lui le si è infilato a casa nel 2006 e fino a quando non l’ha presa a bastonate non c’è stato verso di separarli e tirarlo fuori”. 

Pure le figlie a un certo punto sono scappate. “Quando l’ho visto alzare le mani su mia sorella, me ne sono andata. Avevo 18 anni”, ha detto la minore. “Nei confronti della nonna c’è stata un’escalation di violenza – ha raccontato invece la maggiore delle due sorelle – la provocava, la insultava, la teneva psicologicamente soggiogata. Lei era afflitta, sofferente, esasperata”.

“Le diceva ‘sei una deficiente’, ‘ non capisci un cazzo’ , cercava continuamente lo scontro – ha proseguito la nipote della vittima – la maltrattava anche quando eravamo piccole, ma a un certo punto è andata sempre peggio. Dalle parole ha cominciato a passare ai fatti. La strattonava, le dava le spinte, le lanciava gli oggetti. A tavola, durante le discussioni, le tirava la bottiglia dell’acqua, una volta gliel’ha versata sulla testa. Infine l’episodio della bastonata. Ma erano soli, io non ero più in casa”. 

La vittima, oggi 92enne, è ricoverata in una casa di cura e secondo i familiari non è in grado di testimoniare. Il giudice ha disposto una perizia psichiatrica, perché la sua presenza in aula sarebbe decisiva 

“Lui urlava e lei piangeva, era sempre così, ogni giorno, ma io non ho mai fatto niente, fino a quella domenica –  ha raccontato il vicino di casa che ha chiamato il 113 – lei mi ha citofonato per una perdita d’acqua, lui la chiamava ‘vieni su matta, vieni su scema’. La signora è salita, ho sentito un botto e poi i pianti. Allora sono andato a vedere, lei era sdraiata per terra in lacrime, tra la porta e l’ingresso, con il figlio che la trascinava dentro per i capelli, sbattendomi la porta in faccia. Sono in corso a chiamare la polizia”. 

Il processo riprenderà il 14 febbraio. L’imputato, allontanato da Viterbo, vivrebbe al mare e avrebbe smesso di esercitare la professione medica. 


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