- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Rapinatori mascherati, al via il processo alla complice psicologa

Condividi la notizia:

Operazione The Mask - Le maschere sequestrate

Operazione The Mask – Le maschere sequestrate

Operazione The Mask - Tutto l'occorrente per le rapine in banca sequestrato dai carabinieri

Operazione The Mask – Tutto l’occorrente per le rapine in banca sequestrato dai carabinieri

Viterbo – (sil.co.) – “Ieri ho ricevuto l’ennesima lettera minatoria del mio ex, hanno inviato proiettili a me e al mio avvocato, mi hanno bruciato la macchina e casa, sta indagando il commissariato di Ponte Milvio”. Si è aperto con la testimonianza choc dell’imputata, che ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni, il processo alla psicologa accusata di essere il “gancio” della banda di rapinatori accusati di avere messo a segno in maschera tre colpi a danno di altrettanti istituti di credito  di Vasanello, Narni, Nepi.

Tre colpi in tre mesi per un bottino di 150mila euro, sfociati in sei arresti il 24 novembre 2015. Gli investigatori la chiamarono operazione “The mask”. 

La psicologa, una romana di 52 anni, era la compagna di uno dei rapinatori arrestati, Daniele Virgutto, 53enne figlio di un membro della banda della Magliana.

“Lui ora è ricoverato in una Rems, perché le sue condizioni psichiatriche sono incompatibili con il carcere, ma riesce a scrivermi lettere minatorie lo stesso – ha detto – l’ho conosciuto per lavoro e me ne sono innamorata, l’ho sposato, ma ci siamo lasciati dopo l’arresto del 24 novembre 2015”. 

Secondo l’accusa era la psicologa a fare il primo giro di ricognizione alle banche per testare gli obiettivi. Sopralluoghi che, stando alle indagini, servivano per fotografare i luoghi, visionare le posizioni di banconi, casseforti e telecamere, prendere nota del numero dei dipendenti e relazionare il gruppo.

“Mi obbligava a forza di botte, ho subito tanti maltrattamenti che ho sbagliato a non denunciare prima”, ha spiegato, sottolineando di avere tre lauree – in psicologia, scienze dell’educazione, pedagogia – e tre master.

“Sono profesoressa all’università e ho uno studio a Roma. Io lavoro e basta. Lui mi portava a pranzo fuori, in Umbria e nelle campagne del Viterbese, poi mi obbligava ad andare a cambiare i soldi in banca e all’uscita dovevo dirgli cosa avevo visto dentro, chi c’era e chi non c’era, sennò erano botte. Io dicevo di no, che non volevo, e lui mi picchiava”

Virgutto, con precedenti anche per tentato duplice omicidio ed evasione, si era rinchiuso nel cassettone del letto con il suo cane dobermann per sfuggire alla cattura. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo sempre per rapina. Pensava di essere al sicuro a casa della compagna: non immaginava che anche lei, la psicologa insospettabile, era ricercata dai carabinieri viterbesi.

“Io quando sono venuti a  prenderlo i carabinieri ero a cena fuori. Sapevo che aveva fatto delle rapine, lo assecondavo per tenerlo buono. Ho dovuto rottamarmi da questa persona. Sono stata in cura da un neuropsichiatra. Non posso essere condannata per cose che non ho fatto”, ha proseguito singhiozzando, interrotta dalla presidente del collegio, giudice Silvia Mattei, secondo la quale poteva bastare. 

Non saranno sentiti i testimoni dell’accusa, per i quali sono stati acquisiti i verbali di sommarie informazioni, assieme alle due informative della polizia giudiziaria che hanno fatto scattare gli arresti. 

La donna sarà di nuovo in aula il 21 novembre quando, se vorrà, sarà sottoposta a interrogatorio, quindi saranno sentiti i  testi della difesa. Il processo promette di chiudersi in tempi brevi. 


Condividi la notizia: