Viterbo – “Container con rifiuti che in base ai certificati contenevano rifiuti già trattati e bonificati. Ma che stando agli accertamenti, non avevano subito alcun processo. Erano tossici e pericolosi”.
Il Tg1 spiega i dettagli di un’operazione della guardia costiera partita da un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma.
Sette gli arresti eseguiti fra Lazio, Umbria e Toscana e tre gli stabilimenti sotto sequestro.
“Un traffico via mare di rifiuti pericolosi diretti verso paesi asiatici, Cina, Pakistan, Corea del Sud. Dove la legislazione sull’inquinamento è molto più permissiva”.
Stando al telegiornale Rai, l’inchiesta è partita dal porto di Civitavecchia: “Da container arrivati – spiegano – da Orvieto e Viterbo.
Con certificati che attestavano come i rifiuti fossero già stati sottoposti al ciclo dei trattamenti e alla bonifica. Ma le analisi hanno dimostrato il contrario.
Materiali tossici e pericolosi pronti per essere inviati in Asia.
Consentendo un risparmio, secondo l’accusa, di 46 milioni di euro sul processo di trattamento”.



