Bassano Romano – La Francofon arena come l’Opitergium di Oderzo, dove si sono svolti gli ultimi campionato italiani.
Pomeriggio interamente dedicato al tiro con l’arco a Bassano Romano, che sabato 30 settembre ha ospitato il primo Bassano archery day.
Per l’occasione la struttura di via San Vincenzo si è trasformata in un insolito campo di tiro, sul quale tanti sportivi e non si sono cimentati nella disciplina olimpionica.
Il tutto sotto la ‘supervisione’ delle campionesse Claudia Mandia, Anastasia Anastasio e Gloria Filippi, giovani atlete rispettivamente di fiamme azzurre, marina militare e aeronautica militare.
La prima edizione ha fatto centro dunque. Parola del consigliere comunale Alfredo Boldorini che assieme alla compagnia degli Etruschi e alla Polisportiva Bassano Romano ha ideato e curato l’organizzazione dell’evento.
Alfredo Boldorini proviene dal mondo del calcio. Com’è nata questa iniziativa legata al tiro con l’arco?
“Da quando sono stato eletto consigliere comunale ho cercato di diffondere la cultura sportiva, portandola fuori dalle sedi ordinarie che sono palestre, piste e campi sportivi. Bisogna avvicinare lo sport alla gente portandolo nelle scuole, nelle piazze e nelle spiagge. E poi era una promessa che avevo fatto ad Alessandra Mosci”.
Spiagge, appunto. Dove quest’estate avete portato l’iniziativa ‘Sport in spiaggia’.
“Certamente, a Tarquinia di preciso. Assieme agli altri organizzatori ci siamo divertiti tantissimo. Frequento spesso il litorale tarquiniese e molte volte sento la gente che si lamenta della mancanza di tutto. Il solito disco insomma. Con ‘Sport in spiaggia’ siamo riusciti a dare una scossa: mancava solo la miccia. Il lungomare di Tarquinia è lungo due chilometri ed è attrezzato per tutto, in molti lo invidiano.
Tornando all’archery day, sembra che sia piaciuto molto.
“Ce lo auguriamo. Non ci aspettavamo un successo del genere. E pensare che siamo partiti per una semplice dimostrazione con arco e frecce. Merito di Franco Moretti e Alessandra Mosci. Senza di loro e dei loro collaboratori non avremmo fatto nulla. Il resto poi lo ha fatto il pubblico”.
Quale aspetto l’ha colpita principalmente?
“La partecipazione della gente. Vedere mamme con bambini piccoli, dottori, pensionati, studenti, psicologi, insomma intere famiglie alla Francofon arena per imbracciare l’arco, è stato il regalo più bello. Stiamo parlando di uno sport particolare. Specifico. Non è il calcio con tutto il suo seguito. Dal racconto fotografico, bellissimo, di Teresa Berni poi condiviso sui social, si evince perfettamente il clima di festa che si respirava. Un album dove è riassunta tutta la nostra giornata sportiva. Un capolavoro”.
E’ stata utile, senz’ombra di dubbio, la presenza di Claudia Mandia, Anastasia Anastasio e Gloria Filippi.
“Sono delle campionesse di livello internazionale e ci ha fatto piacere ospitarle. Ci hanno aiutato e sono state molto disponibili. Anastasia (Anastasio, ndr) ha fatto in qualche modo da coordinatrice. Era una promessa che mi aveva fatto a Tarquinia, quando le dissi che un giorno mi avrebbe dato una mano a Bassano. E’ stata di parola. Ottima atleta e persona squisita. Come tutte le altre: non capita spesso di vedere olimpionici e campioni del mondo per una dimostrazione di tiro con l’arco in un paesino del viterbese. Anzi colgo l’occasione per ringraziare, ancora una volta, sia loro che i responsabili dei centri sportivi di aeronautica militare, marina militare e polizia penitenziaria”.
Una particolarità è stata la presenza dei ragazzi del kyudo, il tiro con l’arco giapponese.
“E’ stata la vera sorpresa del Bassano archery day. Per tutti. L’Accademia romana tradizionale per il Kyudo e lo iado, ha fatto un lavoro egregio. E’ stato un spettacolo. Nessuno aveva mai visto all’opera questa disciplina. Quando i primi arcieri sono entrati in campo e hanno iniziato il loro rito di preparazione al tiro, con i loro abiti, tutti si sono fermati a guardare. E’ stata una bellissima esperienza”.
Per concludere, cosa significa per lei lo sport?
“Lo sport, oltre all’aspetto psicomotorio, è un veicolo sociale e aggregativo molto importante. Chi pratica sport ha in mente un obiettivo: migliorarsi, allenarsi, combattere. Se da un lato è un veicolo per raggiungere un certo target, mettersi alla prova e superare i propri limiti dall’altro ti allontana dai pericoli della strada, dall’ozio e dalle droghe. Fare sport significa essere leali e corretti. E’ una scuola di vita”.
Samuele Sansonetti


