Roma – Elfi, burattini e renne. Accende i motori il Caffeina Christmas Village. In vista dell’apertura ufficiale, venerdì 24 novembre, con uno spazio di due chilometri quadrati nel centro storico di Viterbo. Sicuramente la più grande fiera di Natale del Lazio.
Video: La conferenza stampa del Caffeina Christmas Village
“La capitale italiana del Natale”, come l’ha definita il direttore artistico della fondazione Caffeina Filippo Rossi. Durerà fino al 7 gennaio del prossimo anno. Il 2018, quando guarderemo lo stesso i mondiali e molti di noi andranno a votare per tre consultazioni elettorali. Una appresso all’altra: politiche, regionali e comunali.
Motori accesi, dunque. Con una conferenza stampa di presentazione a Roma, oggi pomeriggio nella biblioteca Altiero Spinelli della Regione Lazio. In via Rosa Raimondi Garibaldi. Palazzina C, piano terra, quartiere Garbatella. Quello dei Cesaroni.
Al tavolo, circondati da libri e sullo sfondo il logo del Christmas, il presidente della fondazione Caffeina, Andrea Baffo, e il direttore artistico della stessa, Filippo Rossi. Al secolo anche consigliere comunale a Palazzo dei Priori. Dulcis in fundo, il padrone di casa. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, prossimo alla ricandidatura alle presidenziali del 2018. In sala anche il consigliere regionale Enrico Panunzi, “stolker culturale del territorio” come l’ha chiamato Zingaretti appena lo ha visto, “per il suo impegno e le sue continue sollecitazioni perla crescita culturale della Tuscia”.
“Ventiquattro location – ha detto subito Baffo – con luoghi dove sono state allestite e immaginate delle attrazioni. In dodici di esse si entra con un biglietto. Le altre sono visitabili o prevedono una forma di ingresso dedicata”.
Inoltre, sottolinea il presidente della fondazione, “il villaggio è stato costruito con un’ampiezza tale che non basta un solo giorno per visitarlo. Questo per favorire pernottamenti e flussi turistici. E abbiamo lavorato in maniera tale da accogliere anche le gite. Avremo infatti 300 bambini delle scuole ogni giorno, soprattutto dall’area romana. Dopodiché, per far funzionare questa città nella città, ci saranno almeno 160 persone che avranno la possibilità di lavorare. Poi ci sono i fornitori di servizi”.
In sintesi, un pezzo del Pil viterbese. “Abbiamo voluto immaginare Viterbo come la città del Natale – ha dichiarato Baffo -. Un luogo dove non puoi non andare. Abbiamo inventato una nuova tradizione”.
Dopodomani l’apertura ufficiale del Village, uno dei più grandi racconti collettivi che la città dei Papi abbia mai visto. Uno dei “pilastri”-evento della fondazione Caffeina cultura che ha organizzato il Christimas dal quartier generale di via dei Pellegrini.
Un mese e mezzo di elfi, babbi Natale e slitte per tutto il centro storico di Viterbo. L’immaginazione al potere.
“Sono convinto – ha detto Rossi – che Viterbo sarà la capitale del Natale in Italia. Chi verrà, posso giurarlo, non rimarrà deluso. Abbiamo superato noi stessi. E senza passione e il gusto del sogno non ce l’avremmo fatta. Viterbo città del sogno e della fantasia. E per questo ringrazio anche la curia viterbese che ci ha messo a disposizione moltissimi luoghi”.
Un ringraziamento particolare va anche alla Regione che “in questi anni ci ha dato un aiuto vincolato solo alle cose ben fatte. E questo ci ha dato il coraggio di fare cose che non avremmo mai fatto”.
Un impianto urbano dettagliato, una città sulla città. Il Village di Natale fatto apposta per famiglie e turisti, di ogni genere ed età. Capace, in poche settimane – come fa il festival Caffeina cultura che caratterizza invece l’estate -, di generare un indotto economico tale da permettere ai commercianti del centro storico di sbarcare il lunario e sfidare l’inverno senza subire troppi danni. In una città, come quella dei Papi, solitamente opaca e silenziosa, come il peperino che la circonda. Talvolta cupa, e da qualche tempo decisamente deserta. Con il mondo del commercio del centro a pagarne le spese.
Il Village è stato costruito qui. Una città dei divertimenti sopra le rovine di un tessuto economico cittadino che la fondazione contribuisce comunque a tenere in piedi. Con sacrificio e impegno. senza venir meno alla professionalità. Mettendoci pure del suo.
Come la riapertura in tempi record, sempre da parte della fondazione di Rossi, Baffo e Giuseppe Berardino, del “pidocchietto” in via Cavour. Un tempo palcoscenico del clero, oggi Teatro Caffeina. A Viterbo, dove di cinema e teatri s’era persa memoria ormai da tempo.
Un teatro che ospiterà anch’esso gli spettacoli del Village e che, per come è stato pensato, ricorda l’Odeon di Parigi ai tempi del “maggio francese” del ’68. Certo, non ci saranno Lacan e Truffaut con nouvelle vogue e seminari, ma il meglio che c’è in giro sicuramente c’è.
Il Caffeina Christmas Village parte dunque da piazza Santa Maria Nuova dove si trova la biglietteria. Il biglietto Costa 15 euro e dà diritto a visitare tutto il villaggio.
Si inizia alle 9 di mattina e si finisce alle due di notte. Dal 24 novembre al 7 gennaio.
“Caffeina segna ormai il panorama culturale della regione”, ha esordito il presidente del Lazio Nicola Zingaretti. “Una realtà – ha aggiunto – che fa aumentare il turismo mettendo a sistema la bellezza e trasformandola in una proposta culturale di qualità. Viviamo il Christmas come Il compimento di una sfida. Un Lazio dove Caffeina rappresenta una vera novità, l’incontro tra pubblico, imprenditoria privata e intuizione. Uno degli appuntamenti di livello nazionale per chi vuole venire nel Lazio a Natale. Un’opportunità in più per passare le proprie giornate in maniera gradevole. E stare in luoghi che accolgono fa il valore aggiunto. Utile a Viterbo – ha concluso il governatore della Regione – e al sistema di produzione e promozione turistica dell’intera regione”.
La città del Natale da piazza Santa Maria Nuova si estende poi a piazza San Lorenzo, con un’antica giostra risalente al 1790, e via dei Pellegrini. Qui, in un pezzo dell’ospedale vecchio, sta la casa di babbo Natale assieme alla taverna del gioco e alla biblioteca dei desideri.
Compresi nel prezzo ci sono poi la fabbrica dei giocattoli lungo via San Lorenzo e il teatro incantato in via Cavour. Infine il lago ghiacciato, la pista di pattinaggio, in piazza unità d’Italia.
A San Pellegrino, nel cuore del medioevo viterbese, si va dal ristoro delle fate alla fabbrica del cioccolato a piazza San Carluccio, fino al mastro candelaro e alla banca dello zecchiere tra via e piazza San Pellegrino. Dal primo gennaio ci sarà pure una casa della befana. Vicino piazza della morte è previsto invece un teatro dei burattini.
Snodi fondamentali di tutto il racconto, di diritto inclusa anche la giostra del XVIII secolo, il presepe con 80 statue e due piani a disposizione a palazzo dei Papi, il museo dei presepi e il villaggio degli elfi nello splendido giardino cinquecentesco a ridosso del ponte di Paradosso. Infine, laboratori e mercatini lungo tutto il percorso.
Ventiquattro attrazioni, due chilometri quadrati di superficie calpestabile e 45 giorni consecutivi di eventi. Si raccolgono e smistano anche lettere per babbo Natale alle poste dei bambini di piazza San Pellegrino.
Anche questo Natale Viterbo potrà dire la sua. Anche quest’anno grazie a Caffeina e al suo villaggio.
Daniele Camilli








