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“I cinghiali ci devastano l’azienda e nessuno muove un dito”

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Luca Mecali, proprietario dell'azienda Le Macine

Luca Mecali, proprietario dell’azienda Le Macine

Andrea Mecali, proprietario dell'azienda Le Macine

Andrea Mecali, proprietario dell’azienda Le Macine

Marta - I cinghiali devastano i campi dell'azienda agricola Le Macine

Marta – I cinghiali devastano i campi dell’azienda agricola Le Macine

Marta - I cinghiali devastano i campi dell'azienda agricola Le Macine

Marta – I cinghiali devastano i campi dell’azienda agricola Le Macine

Marta - I cinghiali devastano i campi dell'azienda agricola Le Macine

Marta – I cinghiali devastano i campi dell’azienda agricola Le Macine

Marta - I cinghiali devastano i campi dell'azienda agricola Le Macine

Marta – I cinghiali devastano i campi dell’azienda agricola Le Macine

Marta - I cinghiali devastano i campi dell'azienda agricola Le Macine

Marta – I cinghiali devastano i campi dell’azienda agricola Le Macine

Marta - I cinghiali devastano i campi dell'azienda agricola Le Macine

Marta – I cinghiali devastano i campi dell’azienda agricola Le Macine

Marta - I cinghiali devastano i campi dell'azienda agricola Le Macine

Marta – I cinghiali devastano i campi dell’azienda agricola Le Macine

Marta - I cinghiali devastano i campi dell'azienda agricola Le Macine

Marta – I cinghiali devastano i campi dell’azienda agricola Le Macine

Viterbo – Luca e Andrea Mecali non sanno più che pesci prendere. Ormai sono esasperati e si fa sempre più insistente un pensiero: mollare tutto.

I fratelli Mecali sono i proprietari dell’azienda agricola Le Macine. Un’azienda di cento ettari, dove pascolano 800 ovini. Si trova tra Marta e Viterbo. Precisamente a Pisello Lemme. Una zona dove venti anni fa fu istituita una Zrc. Acronimo di zona di ripopolamento e cattura. 

E da venti anni fanno i conti con i cinghiali, che popolano numerosi l’intera area. 

“Fino a poco tempo fa – raccontano i Mecali – eravamo tutelati, la Provincia ogni tanto organizzava degli abbattimenti al di fuori del periodo di caccia. Ma da tre anni a questa parte la situazione è precipitata. Gli abbattimenti non si fanno più e noi ogni giorno veniamo letteralmente assaliti da branchi di 50, 70 cinghiali. Sono delle mandrie. E dove passano loro non cresce più l’erba. E quest’anno abbiamo davvero raggiunto l’apice. Mai vista una situazione del genere”.

Proprio ieri mattina i proprietari si sono alzati presto per fare una ricognizione dei campi, che poco dopo si è trasformata in ennesima conta dei danni. 

“Abbiamo raggiunto la cifra dei 30mila euro di danni – dicono ancora i fratelli Mecali – e l’anno non è ancora finito. Siamo davvero esasperati. Nessuno si rende conto che la situazione è ingestibile. Noi stiamo pensando di chiudere tutto, non riusciamo più a sostenere le spese. Tutto quello che seminiamo, che serve per le pecore, è ormai andato in fumo. E le spese sono nettamente superiori a quello che verrà prodotto”.

Questo per i proprietari dell’azienda è solo l’ultimo grido disperato. Prima hanno cercato aiuto nelle sedi preposte. “Abbiamo fatto di tutto – continuano -, abbiamo mandato lettere, mail in Regione e in Provincia. Abbiamo dato mandato a un avvocato di tutelarci e anche ieri mattina siamo all’Atc. Con il risultato che tutti si rimpallano la responsabilità. Ognuno ci indirizza a un ufficio diverso. E per la cronaca negli anni abbiamo avuto un risarcimento danni da cinghiali di appena 200 euro. Ora davvero non sappiamo più che fare. Non dormiamo nemmeno più, forse l’unica cosa è  mollare tutto”.

Maria Letizia Riganelli


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