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“Col tuo sorriso nei nostri cuori”

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Sebastian Ragazzini

Sebastian Ragazzini

Bracciano - I funerali di Sebastian Ragazzini

Bracciano – I funerali di Sebastian Ragazzini

Bracciano - I funerali di Sebastian Ragazzini

Bracciano – I funerali di Sebastian Ragazzini

Don Piero Rongoni

Bracciano – Don Piero Rongoni

Bracciano - I funerali di Sebastian Ragazzini

Bracciano – I genitori di Sebastian Ragazzini

La sorella Isabella

Bracciano – La sorella Isabella

Bracciano - I funerali di Sebastian Ragazzini

Bracciano – I funerali di Sebastian Ragazzini

Bracciano - I funerali di Sebastian Ragazzini

Bracciano – I funerali di Sebastian Ragazzini

 

Bracciano – (dan.ca) – “La vita è il dono più bello, ma questo mondo fa così tanto schifo che è come se tu avessi vinto. Mi mancherai tantissimo. Ti amo, noi due siamo eterni”. C’è tanta dignità nel messaggio di Isabella, la sorella di Sebastian Ragazzini. Sebby, il giovane morto lunedì scorso all’ospedale Belcolle di Viterbo dove era stato ricoverato in gravissime condizioni dopo il tragico incidente sulla Cimina, a Ronciglione. 

Multimedia: I funerali di Sebastian RagazziniIl ricordo della sorella e degli amici

Un messaggio letto dall’altare della chiesa di santa Maria novella, a Bracciano, dove il funerale è stato celebrato da don Piero Rongoni della parrocchia di santo Stefano martire.

La dignità di una famiglia straordinaria, Renato, Venessa, Isabella. La dignità di una comunità splendida, che lo ha accompagnato fino alla fine. Fino all’ultimo saluto. Centinaia di persone. Via Umberto I è troppo piccola per poterle contenere tutte. Sembra una manifestazione, con un corteo lungo decine di metri, dove gli applausi si alternano ai silenzi, il dolore alle lacrime. Le lacrime lungo il viso e tra le mani.

In fondo alla via uno striscione “Col tuo sorriso nei nostri cuori”. Sulla bara la maglia numero 10 della Roma. La maglia di Totti. Quella dei campioni.

In chiesa e fuori, palloncini rossi e bianchi. Lanciati in cielo. La musica che Sebastian amava. Tutto è stato sentito, vissuto, partecipato. Il saluto degli amici si avverte, nelle vene e dritto al cuore. Una marea di ragazzi e ragazze alla luce del sole. “Il tuo sorriso – ha detto una ragazza con i capelli rossi dall’altare – ci ha scaldato l’anima, e quando il sole non c’è più siamo tutti un po’ più tristi. A te Isa – rivolgendosi alla sorella di Sebastian – chiediamo di sorridere perché il tuo sorriso è uguale al suo”. Altri ricordano scherzi, bravate, la vita di un diciassettenne amato da tutti.

Il giovane di Canale Monterano stava tornando a casa domenica all’alba assieme ad altri due ventenni, quando alle cinque del mattino la loro auto si è schiantata contro un albero. Per Sebastian, ricoverato subito dopo nel reparto rianimazione dell’ospedale viterbese, non c’è stato nulla da fare. I due amici coinvolti nell’incidente non sarebbero invece in pericolo di vita.

“Dobbiamo vivere la vita fino in fondo – ha detto don Piero durante l’omelia – mettendo a frutto la nostra esistenza, facendo tesoro del dono che ci è dato. Riscoprendosi – rivolgendosi agli adulti presenti – comunità educante”.

I genitori di Sebastian – la mamma è inglese, il papà romano – hanno inoltre deciso di donare gli organi del figlio per permettere ad altre persone di iniziare una nuova vita, migliore rispetto a quella precedente. Grazie a Sebastian, che – come ha ricordato la sorella Isabella qualche giorno fa – “stava più a Bracciano che a casa”.

Sebastian che amava il calcio e la Roma. Sebastian che amava la musica e studiava a Viterbo, come Isabella, all’istituto Francesco Orioli. Sebastian amato da tutti, senza ipocrisie.

Oggi non è stato un funerale, ma una lezione di vita. Il più bello degli adii. “Te vojio bene frate’ – ha detto un suo amico dall’altare -. Un bacio”. 

Daniele Camilli


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