Viterbo – (g.f.) – Un gioioso inno alla lingua viterbese. Una sala Regia gremita e festosa ha ospitato stamani la fase finale del concorso letterario di poesia in dialetto locale “La lengua vitorbese”.
Difficile trovare posto per tutti gli alunni in rappresentanza della scuole primarie che hanno aderito: Villanova (I.C. Pietro Egidi), A. Volta (I.C. Pietro Vanni), L. Concetti (I.C. Luigi Fantappié), A. Grandori e De Amicis (I.C. Carmine), Ellera (I.C. Ellera) e S. Canevari (I.C. Canevari).
Il premio è stato finanziato dalla Fondazione Carivit. A portare i saluti del presidente Mario Brutti, in sala Regia il consigliere Enrico Brenciaglia.
Sono state 158 le opere presentate, un duro lavoro per la giuria, che ha impiegato tre giorni per decretare i vincitori.
Il tema era Pianoscarano e alla fine, ad avere la meglio è stata “Dante a Piascarano”. Per la “notevolissima eleganza di stile e il raffinato mix tra malizia letteraria e rievocazione folklorica”, come recita la motivazione. È stata composta dalla classe IV E della Canevari, gli alunni Giacomo Pierfelice, Valentina Aquilani, Nicolò Marconi, Eva Frateiacci, Aurora Bernabucci, Claudia Quondam, Valerio Laconi.
Due i secondi premi, ex aequo. Alla Concetti, con “La funtana di Pianscarlano”. Per “la encomiabile attenzione al tema dell’acqua come risorsa fondamentale e come bene comune, riccamente declinato in rapporto alle tradizioni locali di quartiere”.
Il secondo secondo premio è andato a “Piascarano”. La motivazione: “Per la particolare intensità lirica, dagli echi squisitamente mecariniani”. A comporla, Annachiara Mantoani, Giulia Scotto, Eva Frateiacci, Sofia Ercolani e Tommaso Cappella della IV E Canevari.
Tre i terzi classificati. Alla scuola Carmine-De Amicis, classi V, per Pescio de cioccolata. “Per la commossa pietas e la felice costruzione metrica con cui si rievoca una vecchia e solenne tradizione di religiosità popolare. Compositore, Tommaso Natali della V A.
Quindi, Panizza, premiata la Concetti: “Per la singolare bravura nel ricostruire il sapido bozzetto narrativo con tempismo di sapore teatrale”.
Terzo terzo premio alla Canevari, con Semo giocatori de Piascarano. “Per la lodevole idea di eroe additata a cavaliere tra tradizioni di quartiere e giorni nostri”. Compositore, Riccardo Pucci.
Molti i temi trattati e diverse le menzioni da parte della giuria, composta dal presidente onorario e decano della poesia dialettale viterbese Ostelvio Celestini, dal presidente di Tuscia dialettale Franco Giuliani, dal presidente del sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini, nipote del grande Edilio Mecarini, e per la Banda del racconto, da Pietro Benedetti e Antonello Ricci. Gli ultimi due hanno animato la premiazione e letto le poesie.
Alla premiazione, anche Paolo Bracaglia, presidente comitato festeggiamenti Pianoscarano.
Madrina dell’iniziativa, la vice sindaca Luisa Ciambella. “Volevamo per questo premio, accogliervi nel posto più bello della nostra città, la sala Regia – ha detto Ciambella – il comune ha voluto, grazie alla Banda del Racconto e Tuscia Dialettale, rimettere al centro il dialetto della lingua viterbese.
Non per tornare indietro, ma andare avanti. Affinché possiate crescere con radici molto forti”.














