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“Dove eravamo rimasti?…”

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Viterbo - Il teatro Caffeina

Viterbo – Il teatro Caffeina

Viterbo - Teatro Caffeina - Rossi e Baffo in ginocchio

Viterbo – Teatro Caffeina – Rossi e Baffo in ginocchio

Viterbo - Il teatro Caffeina

Viterbo – Il teatro Caffeina

Viterbo - Teatro Caffeina - Rossi e Baffo in ginocchio

Viterbo – Teatro Caffeina – Rossi e Baffo in ginocchio

Viterbo - Il teatro Caffeina

Viterbo – Il teatro Caffeina

Viterbo - Il teatro Caffeina

Viterbo – Il teatro Caffeina

Viterbo - Teatro Caffeina - Rossi e Baffo in ginocchio

Viterbo – Teatro Caffeina – Rossi e Baffo in ginocchio

Viterbo - Il teatro Caffeina

Viterbo – Il teatro Caffeina

Viterbo – “Dove eravamo rimasti?”. Andrea Baffo prende in prestito una frase resa famosa da Enzo Tortora, quando tornò in tv alla fine della sua odissea personale, per ripartire. Il teatro Caffeina rialza il sipario.

Riavvolto il nastro, si parte. Con un’inaugurazione, la numero due, a tempo di record. In quattro ore. La libertà di Giorgio Gaber come sottofondo. A ripetizione, fino a quando sul palco non salgono, insieme a Baffo, Filippo Rossi e Annalisa Canfora.

Presentazione bis con finale a sorpresa. Rossi e Baffo in ginocchio. Perché da oggi Viterbo ha un teatro, ma serve l’aiuto di tutti. Sottoscrivendo l’abbonamento o la tessera della fondazione Caffeina o acquistando un libro.

In sala diversi viterbesi. Per il comune c’è l’assessora Raffaela Saraconi.

“Una città senza teatro è come una donna senza capelli”. Leonardo Conte, con una lettura dà il senso di una scelta costosa e coraggiosa. Aprire un teatro che non è solo un teatro.

“Pensiamo che siano proprio i folli che alla fine il mondo lo cambiano davvero – recita Canfora sul palco, quasi un manifesto – ci potrete sbeffeggiare, ma non ci si può ignorare. Perché noi questo mondo lo cambiamo davvero”.

Sono passati 32 giorni dalla scorsa volta. Quindi, dove eravamo rimasti? “Eravamo rimasti – continua Baffo – all’apertura di uno spazio. Che non è solo un teatro, ma uno spazio polifunzionale”. Sala lettura, caffè.

Il fiato è corto. La corsa per inaugurare si fa sentire. “La stanchezza c’è – ammette Filippo Rossi – anche perché mentre noi siamo qui, ci sono decine di operai che stanno lavorando per chiudere il Caffeina Christmas Village”. Di cui lo spazio aperto stasera è parte integrante. Sarà il teatro incantato. Con rappresentazioni a un prezzo popolare. Biglietto di tre euro.

“Due inaugurazioni sono una una roba strana – ammette Baffo – ma l’abbiamo voluta fare perché in questo mese in cui il teatro non ha funzionato, comunque quindici persone assunte hanno continuato a lavorare e migliorare la struttura”.

La stagione è pronta, inizierà a gennaio, prima c’è il teatro incantato, mentre tutto il resto è ufficialmente in funzione. Domani con un concerto, anche se non organizzato direttamente da Caffeina.

“Il cartellone è di altissimo livello – osserva Annalisa Canfora – apriamo con Antonio Rezza, uno degli ultimi grandi geni del teatro italiano e chiudiamo con Ascanio Celestini”. Nel frattempo, tra il bistrot e il palcoscenico, presentazioni di libri. Tra gli altri, l’11 dicembre arriva Walter Veltroni.

Il teatro da oggi c’è. Adesso sta ai viterbesi scrivere il resto della storia. “Riaprendo quello che era il Pidocchietto – chiude Baffo – abbiamo ricucito una ferita nella città.

Se qualcuno di voi pensa che questa scommessa abbia un significato, lo dimostri concretamente, aiutandoci con una tessera da socio sostenitore per Caffeina”.

Giuseppe Ferlicca


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