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Esattorie vuole più di un milione di euro dal comune

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Viterbo - Comune

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Viterbo – Più di un milione di euro, oltre a un rimborso spese. E’ quanto Esattorie spa, la società che gestiva la riscossione dei tributi per palazzo dei Priori, voleva dal comune di Viterbo. Alla corte dei conti ha chiesto di accertare “l’inadempimento del comune all’obbligazione di provvedere al rimorso delle spese sostenute” e “la condanna del comune al pagamento del dovuto, con interessi e rivalutazione monetaria delle somme a titolo del maggior danno”.

La cifra supera il milione di euro: 1.197.887,12. 

Ma la corte dei conti ha rigettato il ricorso di Esattorie spa. “Non può essere accolto per mancata prova del diritto di credito azionato”, è scritto nelle motivazioni. Tuttavia per i giudici contabili “non ricorrono i presupposti per condannare la società per lite temeraria”, come invece chiesto dal comune, costituito in giudizio.

Nella sentenza, emessa a luglio ma depositata solo a fine ottobre, la ricostruzione della storia tra Esattorie spa e palazzo dei Priori. “Con contratto del 28 marzo 2007, il comune di Viterbo affida alla società l’attività di riscossione coattiva dell’imposta Ici, della Tarsu, della Tosap e dell’imposta comunale di pubblicità, nonché l’attività di riscossione delle sanzioni amministrative. Il comune ha affidato a Esattorie spa anche l’attività di accertamento e rettifica dell’Ici, di accertamento e rettifica Tarsu, e la gestione delle sanzioni amministrative.

Le attività sono state svolte fino al 17 giugno 2013, quando la società ha presentato al tribunale di Isernia (dove aveva sede, ndr) domanda di concordato preventivo. Ammessa alla procedura, la società ha proposto ai suoi creditori un concordato liquidatorio che prevedeva la cessione di tutte le sue attività ai creditori, per provvedere al pagamento del passivo a seconda del grado del credito.

In sede concorsuale ha esposto, tra l’altro, nei confronti degli enti per i quali aveva svolto l’attività di riscossione dei tributi, la sua situazione credito/debitoria, evidenziando che la crisi dell’impresa era legata soprattutto alla crisi della finanza degli enti locali, che aveva reso impossibile o comunque difficile la riscossione dei crediti.

Per quanto concerne, in particolare, il comune di Viterbo, la società espone di avere un debito per oltre 4milioni di euro, ma di vantare anche crediti per oltre 5mila euro, per spese e compensi dovuti in seguito alla risoluzione del rapporto”.


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