|
|
Viterbo – (sil.co.) – Droga all’agriturismo tra Tuscania e Marta, al via il processo al padre e a una sorella di Oliviero Cherubini, il 37enne il cui arresto, nella primavera del 2013, ha dato il via a una delle più grandi inchieste per droga della Tuscia, coinvolgendo anche i familiari.
Oliviero Cherubini fu fermato poco dopo la mezzanotte del 30 maggio di quattro anni fa a Marta, sotto casa dei genitori, nei pressi della Madonna del Monte, mentre era a bordo del suo Range Rover con la compagna romena. Riuscì però a darsi alla fuga, facendo perdere nell’immediato le sue tracce, lasciando la donna sola a vedersela coi carabinieri. Il padre e la sorella e la compagna furono arrestati la notte stessa, lui si è costituito qualche giorno dopo.
La settimana scorsa in aula la ricostruzione dell’accaduto, sfociata poi nell’arresto del padre e della sorella dell’imputato, nonché della straniera. Sotto il fuoco di fila di domande del difensore Marco Russo, sono stati sentiti dall’accusa i carabinieri che parteciparono all’operazione.
I militari avrebbero bloccato la romena, facendosi consegnare le chiavi della macchina. Quindi avrebbero suonato ai genitori del fuggitivo: “Il padre – ha spiegato un testimone – è sceso, ma evidentemente avvertito dal figlio, si era portato la seconda chiave della vettura, che ha aperto prendendo qualcosa. Noi ce ne siamo accorti e, nonostante abbia fatto resistenza, gli abbiamo trovato in tasca due panetti di hashish per 250 grammi, che aveva appena prelevato dalla macchina del figlio”.
Dopo di che, mentre proseguiva la caccia all’uomo, edotti dalla romena che altra droga doveva trovarsi all’agriturismo di famiglia, dove la coppia viveva, i carabinieri si sono fiondati a tutta velocità verso il casale, distante circa 7 chilometri, nelle campagne tra Marta e Tuscania.
“Ma prima di noi aveva fatto la sorella – hanno raccontato i carabinieri -. L’abbiamo trovata al cancello in camicia da notte e giacca che cercava di chiudere il cancello. Quando le abbiamo intimato di aprire perché dovevamo perquisire, si è scagliata contro di noi. Poi siamo entrati con la romena, che ci ha condotto verso un magazzino adiacente al casale, dove abbiamo trovato oltre un chilo di hashish, in dieci panetti, nascosto sotto un vecchio refrigeratore per l’acqua. A quel punto, erano le due e mezza di notte ed era buio pesto, abbiamo rinunciato a proseguire la perquisizione in tutta l’azienda agricola, che conta decine e decine di ettari con tanti annessi, rinviandola alla mattina successiva”.
Si torna in aula il 4 luglio.

