Ischia di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Ager, nono appuntamento. Stamani quasi cento spettatori a spasso per la distrutta città di Castro. Domenica 26 tocca di nuovo a Bolsena: passeggiata/racconto tra museo territoriale e sito di Volsini in compagnia del direttore, l’archeologo Pietro Tamburini.
Non che avessimo dubbi, ma anche la nona uscita di Ager, progetto promosso dal sistema museale del lago di Bolsena e realizzato da Banda del racconto, ha fatto centro. E che centro. Oltre novanta persone, questa mattina, guidate da Antonello Ricci e Anna Laura, direttrice del museo civico “Pietro e Turiddo Lotti”, hanno attraversato – nelle orecchie l’eco delle pagine declamate da un Pietro Benedetti in gran forma – il sito della distrutta città di Castro, un meraviglioso conglomerato di storie e di immaginari.
Appuntamento, come da copione alle 10. Puntuale e motivato il pubblico, che sempre più si va configurando come una vera e propria compagnia di giro. Sul campo ischiani doc, certamente, ma anche molti amici (da segnalare la gradita presenza del sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini e signora) provenienti da ogni angolo della provincia. Dopo gli indirizzi di saluto da parte del primo cittadino di Ischia di Castro, Salvatore Serra (cui Banda del racconto rivolge un sentito grazie) e di Pietro Tamburini, coordinatore del sistema museale del lago di Bolsena, Anna Laura (con le sue accattivanti pillole archeologiche) e Antonello Ricci hanno portato in scena la leggenda di Castro, Cartagine di Maremma.
In un paesaggio che incarna la quintessenza del pittoresco (Pallottino docet) ha così risuonato il gran romanzo dell’archeologia europea. Un romanzo corale, polifonico, che dobbiamo alle mani di più autori. A quelle del grande viaggiatore George Dennis, in primis, che tra il 1842 e il 1847 attraversò la zona, lasciando in “Città e necropoli d’Etruria” suggestive quanto memorabili descrizioni delle rovine di Castro. Ma anche ai racconti di Pietro Bozzini, vero artigiano dello scavo archeologico (operaio di scavo per conto della sovrintendenza negli anni ‘60) e protagonista – proprio grazie alla sensibilità e ai saperi incorporati nelle sue mani (qui intese in modo non metaforico) – dello stupefacente ritrovamento, correva l’anno 1967, della celeberrima biga di Castro, uno dei più spettacolari ritrovamenti dell’archeologia etrusca.
Ancora una volta, la formula della passeggiata/racconto al servizio dei musei e del patrimonio che essi conservano e valorizzano, ha colto nel segno. Gli ingredienti di questa succulenta ricetta? Un luogo denso di aura, il potere evocativo della parola, la giusta dose di note scientifiche consegnate da specialisti del settore.
Ager continua. Tocca ora a Bolsena (museo territoriale e sito di Volsini, domenica 26 novembre) e Gradoli (palazzo Farnese, domenica 10 dicembre).
Marco D’Aureli





