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Civita Castellana – “Lei è uno scricciolo, lui la teneva per il collo e la trascinava”. Così una testimone ha descritto una presunta vittima di stalking, aggredita sulla porta di casa, a Civita Castellana, dal suo ex, sotto processo per atti persecutori e lesioni davanti al giudice Silvia Mattei.
I fatti risalgono all’estate 2015. Il culmine il 29 settembre di due anni fa quando, dopo una serie di denunce, la giovane si è recata per l’ennesima volta dai carabinieri.
“Era talmente sconvolta che mentre raccontava si è sentita male, per cui l’abbiamo prima accompagnata al pronto soccorso dell’Andosilla e poi siamo tornati in caserma”, ha spiegato uno dei militari, sentito come testimone.
Al processo non si è costituita parte civile.
“Mentre la donna era con noi, l’imputato l’ha chiamata due volte al telefono, urlando e minacciandola. Una delle telefonate è arrivata dopo che eravamo rientrati in caserma. Gridava talmente forte che noi sentivamo tutto. L’ha minacciata più volte, poi le ha gridato che stava andando a casa sua e ha cominciato a suonare il clacson. E siccome l’abitazione della vittima è proprio di fronte, dal rumore del clacson abbiamo sentito che era veramente lì, così siamo usciti e lo abbiamo fermato in flagrante. Le telefonate, inoltre, sono state registrate dalla vittima tramite il cellulare”.
Stalking e lesioni. Le lesioni sono quelle relative all’episodio raccontato in aula dalla vicina: “Abbiamo sentito urlare per le scale, lui la teneva per il collo e quando mi sono affacciata l’ho visto che la stava trascinando fuori casa. C’era anche la mamma della vittima che, come la figlia, era disperata, piangeva e chiedeva aiuto. Solo l’intervento di un altro inquilino è riuscito a bloccarlo e a mettere in salvo la ragazza. Intanto abbiamo chiamato i carabinieri”.
L’imputato, difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, sarà sentito il prossimo 23 maggio quando, se vorrà, potrà fornire la sua versione. Poi la sentenza.

