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Mafia Capitale, Zingaretti indagato per falsa testimonianza

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Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

 

il Fatto quotidiano - In apertura la notizia su Zingaretti indagato per falsa testimonianza

il Fatto quotidiano – In apertura la notizia su Zingaretti indagato per falsa testimonianza

Roma – Mafia Capitale, il governatore Zingaretti indagato per falsa tetimonianza. A dare la notizia per primo ieri il Sole 24 ore. Oggi anche il Fatto quotidiano in edicola ci apre la prima pagina. 

Secondo i due quotidiani, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sarebbe finito nel registro degli indagati per falsa testimonianza per la deposizione nel processo Mafia Capitale.

“Un atto dovuto per la procura della Repubblica di Roma – spiega il Sole 24 ore -, dopo che lo scorso 16 ottobre la X sezione penale del tribunale (giudici Ianniello, Orfanelli e Arcieri) ha inviato ai pm un’ordinanza con cui ritiene che nel corso delle udienze “sono emersi elementi di reità” a carico di 27 testimoni. Stando ai giudici, la falsa testimonianza sarebbe imputabile, tra gli altri, a Zingaretti, alla responsabile Welfare del Pd Micaela Campana, all’ex vice ministro Filippo Bubbico e all’ex presidente del consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori”.

Le ipotesi di reato si trovano “nelle motivazioni della sentenza con cui la X sezione penale ha condannato due diverse associazioni per delinquere ai cui vertici ci sarebbero stati Massimo Carminati e il re delle coop, l’imprenditore Salvatore Buzzi. Nelle pieghe di quelle motivazioni, i giudici hanno analizzato la posizione di una serie di testimoni ascoltati nel corso delle varie udienze, individuando presunti casi di falsa testimonianza, di falso e anche di calunnia (accusa verso Roberto Grilli, collaboratore di giustizia)”.

La testimonianza di Zingaretti riguarda la presunta spartizione dell’appalto per il servizio Recup della Regione.

Nelle motivazioni dei giudici della X sezione penale del tribunale si fa un elenco di vicende ed elementi che “appaiono supportare la ricostruzione dell’imputato Buzzi sulla vicenda e che danno adito al sospetto di una testimonianza falsa o reticente di Zingaretti”.

Nei giorni scorsi il governatore Zingaretti aveva così commentato le prime avvisaglie della bufera giudiziaria: “Sono assolutamente sereno sui fatti, ma amareggiato per quanto affermato dai giudici. Ho fatto della difesa della legalità la mia ragione di vita. Nella mia testimonianza ho riportato e riferito atti e conoscenze relative ad avvenimenti per i quali sono stato sotto indagine per oltre un anno. Indagini, nate a seguito delle dichiarazioni di Salvatore Buzzi, concluse con un’archiviazione richiesta dalla procura di Roma e accolta dal gip. Questi sono i fatti. Ora attendo nuovamente le decisioni che la procura di Roma riterrà di assumere“. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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