Vetralla – E’ stata assolta perché “il fatto non costituisce reato”, la coppia di 30enne di Vetralla che ha occupato una casa popolare per non vivere in auto.
A giudizio erano finiti un 35enne e la moglie 31enne. Non avrebbero un lavoro stabile e nemmeno famiglie solide alle spalle che possano aiutarli. Un caso reale di emergenza abitativa secondo il loro difensore, l’avvocata Maria Cristina Pepe.
La giudice Silvia Mattei, davanti alla quale si è celebrato il processo, li ha assolti perché “il fatto non costituisce reato”. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena pecuniaria di 400 euro.
Prima della sentenza, l’interrogatorio del 35enne. “Con mia moglie, ho sempre vissuto in mezzo a mille difficoltà – ha detto in aula -. Facciamo dei lavoretti, ma non guadagniamo molto. Per un po’ abbiamo vissuto in una casa cantoniera delle ferrovie, ma siamo dovuti andar via. Ci ha così ospitati un amico, per poi andare a dormire in auto. Un’amica ci ha poi segnalato una casa popolare abbandonata. Dentro non c’era nulla, l’ho risistemata e paghiamo il canone”.
La coppia vive nell’alloggio dell’Ater a Vetralla dal 2009. Era pieno inverno quando la precedente inquilina, un’anziana, è deceduta. E il 35enne, che nel frattempo dormendo per strada in auto si era preso una broncopolmonite, è andato a starci, sperando che l’appartamento gli venisse assegnato. Invece è stato denunciato per occupazione abusiva, pur continuando a viverci tuttora. Nel frattempo la coppia ha avuto un bambino.
