Corchiano – Attenti a raccogliere nella boscaglia ciocchi per il caminetto. Soprattutto se sono di un albero appena tagliato con la motosega. E se la boscaglia è all’interno di una riserva.
Per avere fatto legna in un’area demaniale di interesse naturalistico è finito nei guai un operaio d’origine romena che pensava di avere risolto il problema del riscaldamento.
L’uomo, residente a Corchiano, è stato denunciato per furto aggravato nell’inverno del 2013, dopo essere stato sorpreso dalla forze dell’ordine mentre caricava in auto un albero fatto a pezzi con la motosega, prelevato all’interno del famoso monumento naturale del parco delle Forre.
Ieri il processo e la condanna.
La difesa, chiedendo la lieve entità, ha puntato tutto sull’inconsapevolezza, da parte dell’imputato, del reato che stava commettendo nel recidere la pianta alla base e portarsela via.
“Si tratta di un’unica pianta, neanche troppo grande, tanto che la stava caricando su un’utilitaria che si era fatto prestare – ha detto il difensore – per il mio assistito era soltanto legna da ardere per ripararsi dal freddo dell’inverno, non avendo la possibilità economica di acquistarla. Non è stato un furto. Lui non ha preso l’albero per ricavarne un profitto, ma solo per necessità”.
La pubblica accusa ha chiesto quattro mesi di reclusione e 200 euro di multa. Il giudice Giacomo Autizi, pur condannando l’imputato, ha riqualificato il reato in tentato furto e lo ha condannato a un mese di carcere e 60 euro di multa, pena sospesa e non menzione.
