Vetralla – Rompe il naso alla moglie con una bottigliata, dopo ventuno giorni chiede pubblicamente scusa e lascia il carcere di Mammagialla, perché la donna nel frattempo ha traslocato in modo che possa stare agli arresti domiciliari.
“Mi dispiace”, ha mormorato ieri davanti al giudice Silvia Mattei il 43enne di origine romena arrestato per maltrattamenti in famiglia lo scorso 27 ottobre a Vetralla. Era il venerdì precedente il ponte di Ognissanti. Tornato a casa nella tarda serata in preda ai fumi dell’alcol, al culmine dell’ennesima lite scoppiata senza motivo, ha rotto il setto nasale alla moglie, colpendola più volte con una bottiglia.
E’ stato il figlio della coppia, vedendo la madre riversa a terra con il volto una maschera di sangue, a chiamare i soccorsi, evitando che potesse finire in tragedia.
Sul posto i sanitari del 118 e i carabinieri che in breve hanno scoperto che botte, urla, insulti da parte del marito alla moglie erano la routine in quella casa. La vittima sarebbe stata costretta a vivere in un costante clima di terrore e sudditanza, fisica e psicologica,
Convalidato il fermo, il giudice aveva disposto la misura della custodia cautelare in carcere, non avendo l’uomo un luogo diverso dalla casa coniugale dove stare ai domiciliari in attesa del processo.
Ieri la difesa ha chiesto che venga giudicato col rito abbreviato, rito alternativo che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.
Il 43enne, inoltre, ha rilasciato spontanee dichiarazioni, per dire “mi dispiace”. Frase ripetuta più volte al giudice, mentre il suo avvocato ha sottolineato come sia l’alcolismo il vero problema dell’imputato.
Disponendo i domiciliari, il giudice ha rinviato il processo per direttissima al prossimo 10 gennaio.
