Viterbo – Sesso estremo con una trans, in aula la proiezione del filmato girato col telefonino alla base del presunto ricatto. L’ha chiesta oggi al giudice Silvia Mattei il difensore dell’imputata, una transessuale trentenne d’origine brasiliana, arrestata il 16 maggio scorso per avere tentato di estorcere 600 euro a un cliente per non pubblicare immagini e video compromettenti su internet.
Sembra la trama di un film la vicenda che ha coinvolto la trans e un giovane di Ronciglione che ha voluto regalarsi una notte nel capoluogo all’insegna della trasgressione.
Peccato che la notte di trasgressione sia finita in caserma, con i carabinieri della compagnia di Ronciglione che hanno arrestato per estorsione la trans. Una escort a pagamento, che secondo la presunta vittima, durante il rapporto, lo avrebbe filmato e fotografato, quindi ricattato, chiedendogli 600 euro per non diffondere foto e video sui social network.
“Non ho ricattato nessuno, mi doveva quei 600 euro”, si è difesa la transessuale, una ragazza minuta, comparsa il giorno dopo in jeans e capelli legati a ciuccio davanti al giudice Silvia Mattei per la convalida dell’arresto.
La coppia si era data appuntamento per l’incontro a luci rosse in un appartamento di valle Faul. “Dopo il rapporto sessuale, lui voleva fermarsi con me tutta la notte. Io gli ho detto che andava bene, ma che per tutta la notte doveva pagarmi 600 euro. Con sé però non li aveva, mi ha detto che me li avrebbe dati dopo”, ha spiegato la trans, difesa dall’avvocato Andrea Fabbio, al pubblico ministero Fabrizio Tucci.
Il video non sarebbe relativo alla “prestazione”. “Il filmato l’ho girato prima, mentre sniffava la cocaina. Lui si era portato la droga apposta e l’ha presa prima del rapporto, mentre veniva ripreso”.
Una notizia “bomba”, ma tutta da dimostrare. Il cellulare della transessuale, al momento dell’udienza, era comunque già sotto sequestro e l’arrestata non ha avuto difficoltà a rivelare al giudice il codice pin per lo sblocco, in modo da estrapolarne i contenuti.
Secondo la presunta vittima, sarebbe stato inondato di messaggi ricattatori e anche di foto compromettenti che lo ritraevano durante il rapporto. “O mi dai 600 euro oppure le diffondo sui social network”, gli avrebbe detto la trans, accusata di estorsione. Dai carabinieri è andato col suo avvocato. E coi carabinieri hanno teso una trappola alla trans, arrestata in flagrante mentre il giovane consegnava il prezzo del riscatto delle foto e del video, ovvero la somma di 600 euro.
Adesso il giudice ha disposto di riversare in un cd il contenuto dei video contenuti sullo smartphone dell’imputata. Il processo, nel frattempo, è stato rinviato al prossimo 10 ottobre, quando la presunta parte offesa sarà chiamata a testimoniare in aula.
Silvana Cortignani
