Viterbo – Il giornalista Paolo Gianlorenzo rinviato a giudizio, per stalking e diffamazione ai danni dell’ex direttore dell’Ater Ugo Gigli. La decisione è stata presa ieri dal gup del tribunale di Viterbo Rita Cialoni, che ha fissato per dicembre 2018 la prima udienza del processo davanti al giudice monocratico.
Per la procura, pm Franco Pacifici, “Paolo Gianlorenzo ha molestato Ugo Gigli. Ha invaso, al di là del diritto di cronaca e al di fuori dei fatti di cronaca, la sua vita privata con un’interminabile serie di articoli. Con pedinamenti e intromissioni nella sua vita privata, gli ha provocato un grave stato di ansia e di paura. Ne ha offeso la reputazione”.
Dopo l’udienza preliminare il commento dell’avvocato Franco Taurchini, difensore di Gianlorenzo. “Il giornalista è stato rinviato a giudizio per stalking e diffamazione ai danni di Gigli – ribadisce il legale -. Un rinvio a giudizio incredibile, perché Gianlorenzo non ha fatto altro che scrivere e raccontare cose vere sull’ex direttore dell’Ater. E proprio perché ha scritto e raccontato cose vere, ha dato fastidio”. Tutto è partito da due querele, datate 2 e 3 luglio 2014, sporte da Gigli contro Gianlorenzo. Poi, dal primo giugno al 21 settembre 2015, se ne sono aggiunte altre tre.
Il giornalista è accusato anche di diffamazione, perché “attraverso la pubblicazione di articoli di stampa offendeva la reputazione di Gigli”. E’ scritto nella richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Pacifici a febbraio. All’interno ci sono anche ventitré articoli che riguardano la cosiddetta vicenda Ater e che vanno dal 30 giugno 2014 al 18 settembre 2015.
A Gianlorenzo la procura contesta il reato di stalking “per aver, con condotte reiterate, molestato Ugo Gigli, cagionandogli un perdurante e grave stato d’ansia nonché ingenerandogli fondato timore per la propria incolumità, costringendolo ad alterare o comunque condizionare le proprie abitudini di vita.
In particolare Gianlorenzo – continua la procura –, nella qualità di giornalista di una testata online, invadeva in maniera reiterata, al di là del diritto di cronaca e al di fuori dei fatti di cronaca, la vita privata della parte offesa (Gigli, ndr) con un’interminabile serie di articoli di stampa in cui, attraverso valutazioni e commenti, gli provocava un grave stato di ansia”.
Gianlorenzo inoltre, sempre per il pm Pacifici, “attraverso pedinamenti e intromissioni nella vita privata e professionale della parte offesa, gli ingenerava grave stato di paura, tanto da indurla a modificare i propri orari e i percorsi normalmente seguiti per i quotidiani e normali impegni di vita”.
Nell’udienza preliminare di ieri, Gigli non si è costituito parte civile. Ma i termini non sono ancora scaduti, essendoci tempo fino all’apertura del dibattimento. E l’ex direttore dell’Ater e il suo legale, l’avvocato Enrico Valentini, stanno “valutando” se costituirsi o meno parte civile nel processo.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

