Civita Castellana – E’ l’omicidio colposo l’ipotesi di reato contenuta nel fascicolo aperto dalla procura di Viterbo sulla tragedia di domenica pomeriggio alla stazione di Borghetto, a Civita Castellana. Il fascicolo, intestato al pubblico ministero Eliana Dolce, è al momento contro ignoti.
Al vaglio della polizia ferroviaria di Orte, che sta conducendo le indagini, ci sono le cause che hanno portato all’investimento di Anna Chiara Nobili. La 43enne è stata travolta e uccisa, mentre attraversava i binari della ferrovia, dal treno charter noleggiato dal Pd e usato dal segretario dem Matteo Renzi per viaggiare attraverso l’Italia.
In queste ore gli inquirenti stanno cercando di appurare la velocità di entrata del Frecciabianca in stazione, se ci sia stata un’omissione di controllo e se gli impianti di illuminazione e acustici della ferrovia e del convoglio fossero funzionanti e se fossero stati azionati. Accertamenti per i quali non è stato necessario sequestrare il treno, che da ieri mattina è di nuovo in viaggio dopo essere partito dalla stazione di Roma-Ostiense.
E nella capitale, domenica pomeriggio, il Frecciabianca, proveniente da Firenze, era diretto. La segreteria nazionale del Pd, nell’esprimere le condoglianze alla famiglia Nobili, ha spiegato che il convoglio “era in trasferimento tecnico per manutenzione”, e per questo era senza passeggeri al momento dell’investimento.
La tragedia è avvenuta alle 18,10 di domenica, e a quell’ora la stazione di Borghetto era semideserta. E nessuno sembrerebbe in grado di dire come sia stato possibile che Anna Chiara non si sia resa conto dell’arrivo del treno o perché non sia riuscita ad attraversare i binari in tempo. Gli inquirenti non sarebbero aiutati nemmeno dai filmati delle telecamere di sorveglianza, perché in quella stazione telecamere non ce ne sarebbero.
Stando a una prima ricostruzione degli investigatori, la 43enne sarebbe arrivata a Borghetto pochi minuti prima dell’incidente. L’avrebbe lasciata il fidanzato, con il quale avrebbe trascorso la domenica a Gallese. L’uomo si sarebbe subito allontanato, a bordo della sua auto. Mentre Anna Chiara è entrata in stazione. Doveva raggiungere il binario 2, dove intorno alle 18,30 si sarebbe fermato il treno che l’avrebbe portata a Orte. Ma nell’attraversare le rotaie, perché Borgetto non ha un sottopasso, è stata travolta dal Frecciabianca, sul binario 1.
Chi vive o lavora in zona dice di aver sentito il macchinista azionare l’impianto acustico e di frenata rapida, il che farebbe presupporre che si sia reso conto della presenza della 43enne sui binari, anche perché in quel punto la ferrovia non presenta curve e sarebbe ben illuminata. Ma il convoglio non si sarebbe fermato in tempo, travolgendo e uccidendo la donna, sbalzata per centinaia di metri. Il Frecciabianca si sarebbe arrestato solo nei pressi della galleria, a non meno di 500 metri dalla stazione.
Dopo l’investimento, Borghetto si è riempita di medici e poliziotti. Ma i sanitari del 118 non hanno potuto far altro che constatare la morte di Anna Chiara, irriconoscibile al momento dell’intervento. Sul luogo della tragedia, è arrivato anche il compagno della 43enne che, non riuscendo più a contattare la donna e ad avere sue notizie, preoccupato, è tornato indietro. Non era la prima volta che Anna Chiara prendeva il treno da Civita Castellana, accompagnata sempre dal fidanzato. Una coppia che, seppur di vista, tutti conoscevano. E tutti, a Borghetto, sono ancora sotto shock e continuano a ripetere che “una tragedia così non era mai successa prima”.
Ovviamente il passaggio in quella stazione del Frecciabianca noleggiato dal Pd, che a Civita Castellana aveva già fatto tappa il 17 ottobre, era un passaggio straordinario. Eppure, pur prediligendo la direttissima Firenze-Roma, non è anomalo vedere treni dell’alta velocità attraversare quella ferrovia.
Intorno alle 21 di domenica, terminati gli accertamenti e il rilievi della Polfer, la pm Eliana Dolce ha restituito la salma di Anna Chiara ai familiari per i funerali. L’addio alla 43enne alle 15 di oggi nella chiesa di santa Maria regina a Terni, dove Anna Chiara era nata e viveva. In tanti si stringeranno al dolore della mamma, del fratello, della sorella e del fidanzato. Quei tanti ancora increduli difronte a questa morte tanto improvvisa quando tragica. Anna Chiara, insegnante e musicista, era stimata e ben voluta da tutti. Per la sua passione per la musica, era conosciuta anche nella Tuscia. La Nova schola cantorum di Nepi si dice “ancora scossa e incredula per la drammatica notizia che ha colpito il coro, per l’improvvisa scomparsa della collaboratrice e amica Anna Chiara Nobili, musicista appassionata e magnifica persona. L’esperienza artistica con lei, con la sua dolcezza, disponibilità e profonda passione per la musica, diventava facilmente condivisione umana e questo, nessun accadimento per quanto doloroso, potrà mai togliercelo”.
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