Tuscania – Rinvio a giudizio dell’ex comandante dei carabinieri di Tuscania parla il difensore Pierluigi Mancuso del foro di Roma, che assiste il capitano Massimo Cuneo col collega viterbese Marco Russo.
“Con molta amarezza – dice Mancuso – ho ascoltato il rinvio a giudizio. Speravo che almeno in questa occasione l’udienza preliminare avrebbe portato all’accertamento dell’inconsistenza dell’impianto accusatorio”.
“Il conforto che provo – prosegue – è però nel sapere di difendere una persona innocente, un ufficiale dell’arma che è sempre stato un prima linea contro il crimine”.
“È stato arrestato – sottolinea Mancuso – quale indagato per reati che non consentivano la custodia cautelare, è stato intercettato per mesi, senza che vi fossero gli elementi per disporre le intercettazioni , con il risultato di contestargli sette viaggi a Tarquinia con la macchina di servizio che per la procura erano per motivi personali mentre per il Cuneo servivano per incontrare un suo confidente”.
Poi vi è – dice ancora il legale – la incredibile contestazione di aver fatto fare dei lavori nella caserma, non in casa propria diversi da quello autorizzati: non una sala riunione ma l’ufficio del
comandante. Di questo parliamo”.
“In ultimo due episodi di rivelazione di segreto d’ufficio relativamente a due perquisizioni – dice Mancuso – ha spiegato punto punto l’accaduto, ma ciò non è servito. Quanto detto è bastato per demolire una persona, per distruggere una carriera di un ufficiale dell’arma”.
Il processo inizierà il 13 febbraio. “Aspettiamo il dibattimento con piena fiducia – sittolinea – per ridare onore e dignità al Cuneo, che troppo frettolosamente la procura ha deciso di togliere a quest’uomo. Altrimenti ci toccherá aspettare di portare il processo a Roma…”.

