Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Verrà presentato venerdì 1 dicembre a Viterbo il nuovo romanzo di Massimiliano Smeriglio ‘Per quieto vivere’ (Fazi editore). L’appuntamento è alle 18.30 al teatro Libreria Bistrot di via Cavour. Ne parleranno con l’autore Filippo Rossi e Giorgio Renzetti.
“Il libro parla di cose apparentemente piccole, un condominio come setting di tante storie che si intrecciano. C’è un filo che è quello dell’odio e del rancore, un filo antico che parte dal 1944 e arriva ai giorni nostri. C’è un protagonista estremamente negativo che è la summa di tutti i mali del nostro tempo, che però messo in relazione al dolore, alla malattia e alla complessità della vita, reagisce in maniera indifferente.
Dentro questa storia generale c’è anche un tratto noir rispetto all’individuazione di alcune responsabilità, la ricerca costante di un capro espiatorio. E poi si mischiano le fake news, le verità’, il verosimile, le leggende metropolitane, come l’appello che i nazifascisti avrebbero fatto per via Rasella, cosa assolutamente falsa ma che è diventata verosimile.
Il libro è disseminato di questi esempi. C’è’ una città piegata in due, che soffre, un Paese che ha perso il rapporto con una visione generale e che si riverbera dentro un condominio. La radice dell’odio di questi giorni è l’indifferenza, la superficialità, la pratica del capro espiatorio”, spiega l’autore Massimiliano Smeriglio.
Un romanzo che – spiega in una nota l’editore Fazi – intrecciando presente e passato, indaga le ragioni profonde dell’individualismo contemporaneo. 4 giugno 1944. Una donna si getta dal decimo piano di un caseggiato popolare. È la portiera del palazzo che, fedele al regime fascista, con le sue denunce ha provocato la condanna a morte di alcuni giovani partigiani.
Settant’anni dopo, il nipote della donna, un uomo superficiale e indolente che ha ereditato il ruolo di portiere nel medesimo stabile, è all’ossessiva ricerca dei parenti di coloro che considera i responsabili del suicidio. Sotto al suo sguardo morboso, si dipanano le vite dei condomini: un giornalista colpito da una malattia degenerativa e suo figlio; un’anziana donna, considerata matta, che cela nella sua follia un terribile passato; un uomo che è al contempo spacciatore spregiudicato e padre premuroso; una bambina enigmatica e solitaria; un uomo indifferente all’imminente morte del genitore.
Il portiere osserva e si nutre dei tormenti di questa umanità disgregata, troppo spesso incapace di compassione, e quello che prova non è che sprezzante distacco: nel suo cuore, arido, c’è posto solo per il rancore.
Ufficio stampa Massimiliano Smeriglio
