Viterbo – In manette Emanno Fieno, fermato dalla polizia in un sottopassaggio della stazione a Ventimiglia questa mattina.
Stamani un agente della polizia di frontiera di Ventimiglia ha eseguito il fermo disposto dal sostituto procuratore di Viterbo, Chiara Capezzuto, nei confronti di Ermanno Fieno, figlio della coppia di anziani coniugi trovati cadaveri nel proprio appartamento di Viterbo l’altro ieri sera.
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L’uomo è stato rintracciato in meno di 36 ore alla stazione ferroviaria di Ventimiglia mentre stava cercando di prendere un treno per la Francia e aveva con sé denaro contante, circa 750 euro e qualche capo di vestiario appena acquistato, come spiega la nota della polizia.
A seguito delle immediate ricerche su scala nazionale coordinate dalla questura di Viterbo, il personale della polizia di frontiera impiegato presso la stazione, in possesso delle riproduzioni fotografiche del ricercato, ha individuato un uomo nei pressi di un sottopassaggio della stazione, il cui volto era rassomigliante alla foto distribuita.
Il poliziotto, con l’aiuto di un collega, considerato il tipo di delitto per il quale il soggetto era ricercato, ha controllato l’uomo, che ha mostrato il proprio documento, intestato a Ermanno Fieno, identità corrispondente a quella indicata nella nota di ricerca.
L’uomo è stato portato negli uffici della polizia e dopo ulteriori accertamenti e i rilievi fotografici, è stato sottoposto a fermo, come disposto dalla procura della Repubblica di Viterbo.
“Il brillante risultato, spiegano dalla polizia, ottenuto in così breve tempo, è il frutto della tempestiva diramazione sul territorio nazionale da parte della questura di Viterbo del provvedimento emesso dalla procura corredato dall’immagine del ricercato e dalla fattiva collaborazione di vari uffici della polizia di stato.
Sul fronte investigativo ottima si è rivelata la sinergia tra squadra mobile, ufficio prevenzione generale, soccorso pubblico e la polizia scientifica che nella circostanza ha usato, in sede di sopralluogo, strumentazione di ultima generazione”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

