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Camere di commercio, l’accorpamento subisce un arresto

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Domenico Merlani

Domenico Merlani

Viterbo – (g.f.) – Accorpamento camere di commercio, arriva lo stop dalla Corte costituzionale.

I giudici hanno dichiarato illegittima una parte del decreto emanato dal ministero allo Sviluppo economico.

Atto che andava adottato “D’intesa con la conferenza delle regioni” e non: “Sentita la conferenza”, come invece riporta il documento.

Dettaglio non di poco conto. Il governo non avrebbe concordato con le regioni, è questa la motivazione dei giudici, l’iter contenuto nel decreto ministeriale d’accorpamento, ma si sarebbe limitato a informare. È l’esito di uno dei ricorsi che sono stati presentati.

A una lettura della sentenza, la conseguenza è una probabile sospensione del processo d’accorpamento per le camere di commercio, processo gestito dai commissari di nomina governativa. A Viterbo è Vincenzo Monzillo.

In questo momento sono tutti in attesa d’indicazioni dal ministero allo Sviluppo economico.

Il governo potrebbe riconvocare le regioni e trovare un’intesa, sanando così la parte cui i giudici hanno mosso rilievi. Ma essendo periodo pre elettorale, tempo non ce n’è molto e tutto rischia di slittare a dopo marzo.

La sospensione, in ogni caso, non interessa la legge vera e propria, ma solo il decreto ministeriale che contiene il piano quadro.

L’altro giorno, riunione di Unioncamere nazionale per approfondire una situazione che si è fatta complessa. C’era anche il presidente della camera di commercio di Viterbo Domenico Merlani.

“Si tratta di un quadro che è in evoluzione – spiega Merlani – siamo in attesa di ricevere indicazioni per capire questa sorta di diatriba che si è aperta fra governo e regioni.

Da queste ultime, le camere di commercio dipendono per diverse attività. Dovevano dire la loro nel percorso.

La sentenza rileva come sia mancata un’intesa ufficiale ma la conferenza stato – regioni sia stata soltanto sentita e per la Corte costituzionale non è sufficiente”.

In attesa di chiarimenti e di adempiere alle indicazioni dei giudici, la sospensione del processo d’accorpamento è piuttosto probabile.


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