Viterbo – Lo ripeteva in continuazione, avvicinandosi a chi passeggiava per il centro storico: “Sono capitano Ultimo, in missione segreta a Viterbo”. Peccato però che con il colonnello che arrestò Totò Riina non avesse nulla a che fare, né con l’arma dei carabinieri. “Ultimo” è solo il suo cognome.
Un 47enne romano è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale dai poliziotti della squadra volante che lo hanno fermato mentre, nel giorno di santo Stefano, si avvicinava ai passanti presentandosi come “capitano Ultimo” e dicendogli di essere “in missione segreta a Viterbo”. Ma l’uomo con il colonnello che nel ’93 arrestò Riina non aveva nulla a che fare, né con l’arma dei carabinieri. “Ultimo” è solo il suo cognome.
Il 47enne, dopo aver infastidito alcune persone, è stato bloccato dai poliziotti della volante, che lo avrebbero trovato con un eccessivo tasso alcolemico nel sangue. E’ stato denunciato a piede libero, per resistenza a pubblico ufficiale.
