Viterbo – (g.f.) – “All’antipasto avevamo già deciso sindaco e assessori…”. Effetto carbonara per il centrodestra. Un ingrediente ha risolto i problemi all’interno della coalizione? O forse è la battuta di un commensale? Più la seconda. L’intesa in vista delle elezioni comunali arriverà, ma ben oltre il dolce.
In una piovosa sera di metà dicembre, una larga fetta di quell’area politica cittadina si ritrova attorno allo stesso tavolo per farsi gli auguri, il Natale è alle porte, ma siccome alle porte ci sono anche le elezioni, l’occasione è buona pure per farsi gli auguri di buona coalizione. Si prova a riannodare i fili di un’alleanza che vuole tornare a governare Viterbo.
Per farlo, si parte da una cena. La prima, di quest’estate, è lontana. Digerita e dimenticata da un pezzo. Si riparte.
A spedire gli inviti ci ha pensato Mario Lega. Hanno risposto in molti. Tra gli altri, Giulio Marini (FI), il consigliere regionale Daniele Sabatini, Claudio Ubertini (FdI), Goffredo Taborri (Conservatori e Riformisti), quindi Umberto Fusco che alla Felicetta fa anche gli onori di casa e il collega di Noi con Salvini Enrico Maria Contado.
Ci sono poi Elpidio Micci, Ottavio Raggi, Carlo Maria D’Angelo, Fabio Magno, Antonella Bruni del neonato movimento animalista. A cena iniziata arriva anche Umberto Ciucciarelli. Ma come precisa dopo, solo a titolo personale. Niente di politico.
L’elenco degli assenti è più breve. Non c’è l’altra parte di Forza Italia, Giovanni Arena o Dario Bacocco. Non si è visto nemmeno Gianmaria Santucci (Fondazione). Manca, ma la sua assenza è giustificata, pure Sergio Insogna. Socialista, con il centrodestra c’entra poco, ma un po’ c’entra, condividendo i banchi dell’opposizione in comune. Manca anche Laura Allegrini, malata.
Non ci sono nemmeno quelli di Viva Viterbo, Filippo Rossi e gli altri. In questo caso però, gli inviti non sono proprio partiti. Non è stata una dimenticanza.
“Pensiamo e speriamo prima delle feste – spiega Mario Lega – d’incontrarci tutti insieme, nell’interesse della città”. La tavolata è comunque ricca e ben assortita, per Goffredo Taborri: “È rappresentato praticamente tutto il centrodestra. Mancano, e me ne rammarico, esponenti di Forza Italia e Gianmaria Santucci”.
Doppio rammarico. Politico e culinario. Era l’occasione per ritrovarsi tutti d’accordo. Sul menù.
“Vogliamo un centrodestra unito – spiega Ottavio Raggi – come lo è stato per il referendum. Il risultato ci ha premiati anche a Viterbo. Le cene passate sono passate. Oggi siamo qui, vogliamo parlare con tutti e se non ci sono personalismi troveremo un accordo”.
Proprio con tutti, ammesso che la parte mancante dei “tutti” abbia voglia di parlare. “Sono tutti amici – incalza Antonella Bruni – dobbiamo unirci. Prima ancora del programma, è questa l’immagine che arriva alla gente. La nostra deve apparire e ovviamente anche essere una coalizione coesa.
Per riscattare il disastro immane di quest’amministrazione comunale. Miracoli magari non li faremo, ma di certo riusciremo a fare di più e meglio. È facile, visto l’operato di chi ci governa”.
Buoni propositi e ottimi auspici. Serve un brindisi. Forse anche più di uno.






