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“Ho deciso di candidarmi al consiglio regionale

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Viterbo - Andrea Egidi

Viterbo – Andrea Egidi

Andrea Egidi

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Andrea Egidi

Viterbo – “Ho deciso di candidarmi al consiglio regionale”. La voce prende forma e si concretizza. Il segretario provinciale del Pd Andrea Egidi in corsa per le prossime elezioni. Il suo nome circolava da giorni e adesso arriva arriva la conferma dal diretto interessato. Domani a Roma un incontro per definire i dettagli. Ma Egidi parla anche dei problemi dentro il partito, le comunali e le alleanze future.

Domani partecipa all’iniziativa Il Lazio migliore, con il presidente del Pd Orfini. Le voci di queste settimane vuole dire che non erano infondate e quindi si candida?
“Significa che ho deciso di candidarmi al consiglio regionale, mettendoci la faccia direttamente, dopo anni in cui ho lavorato per le campagne elettorali d’altri. Voglio dare una mano al Pd e a Zingaretti e cambiare il modo di vivere l’impegno da consigliere regionale sul territorio. Vorrei provare a mettere in moto energie nuove, esperienze conosciute in questi anni al servizio della Tuscia e del Pd di queste terre. Dopo dieci anni è doveroso mettersi in gioco, se senti l’esigenza di dimostrare che un altro modo di stare nelle vicende del governo è, non solo possibile, ma doveroso metterlo in campo. Guardare a un disegno più complessivo e uscire dalla logica del quotidiano, del cosa ti serve”.

Però, nel Partito democratico a Viterbo restano i problemi. L’incontro alle terme, promosso dal consigliere Enrico Panunzi e con il presidente della regione Nicola Zingaretti ha sollevato polemiche nel partito. La situazione è cambiata?
“Sono stanco di questa polemica che non mi interessa intensificare. Quello che è avvenuto è chiaro, per me la faccenda è chiusa. Spero solo in un atteggiamento più attento e rispettoso sulla federazione in futuro”.

Zingaretti ha ritenuto nel suo intervento a Viterbo, di sottolineare che i consiglieri uscenti debbano essere ricandidati. Solitamente è così che si fa. Era necessario sottolinearlo e perché a suo parere?
“Non so come mai l’abbia detto, dovrebbe chiederlo a lui. Certo, dà quasi l’idea di voler mettere l’ipoteca sulla discussione che dovrà fare il Pd rispetto alla lista per il consiglio regionale. Comunque, i candidati li decide la direzione provinciale, non altri”.

Si sente investito dal richiamo che il presidente della regione ha voluto lanciare, nel dire basta alle divisioni e alle correnti?
“Assolutamente no, visto che dirigo il Pd, organizzo iniziative del partito e come altri lavoro per il partito. Nei giorni scorsi abbiamo avuto due ministri e un vice ministro a Viterbo, mi pare chiaro. Quell’iniziativa cui lei faceva riferimento, non era promossa dalla federazione, credo sia l’unico caso nel Lazio, ma dal presidente e dai due consiglieri uscenti. So tenere distinta la mia collocazione politica generale con la funzione di segretario”.

Dalle regionali alle politiche, le cronache descrivono un Matteo Renzi in difficoltà. Queste elezioni sono una partita in cui il centrosinistra ripone poche speranze?
“Le politiche sono una scadenza fondamentale e Renzi dimostrerà con il Pd di essere all’altezza della sfida. A me questa lettura per la quale siamo già morti non va giù. È una caricatura ed è il modo più sbagliato e il danno più grande che si potrebbe fare anche a Zingaretti”.

Si spieghi meglio.
“Io sono tra quanti pensano che il traino del Pd alle politiche consentirà a Zingaretti di vincere meglio. Tutti sostengono che sia un problema avere i due turni elettorali insieme, non capendo che, specie dopo la sconfitta di Roma e dei centri più grandi della provincia di Roma, questa volta anche la partita in regione è difficile. Il voto nazionale sarà d’aiuto alle regionali. Ricordiamoci che c’è il turno unico, si vince con un voto in più e che quei due punti in percentuale sul simbolo potranno arrivarci grazie alla campagna nazionale”.

In comune a Viterbo, invece, ci si deve aspettare un fine legislatura movimentato? Il bando delle periferie ha fatto sollevare parte del Pd contro l’assessora Saraconi.
“Non si è sollevata una parte, ma la segreteria del partito cittadino, non è esattamente una parte ma l’organismo di direzione politica. È stato posto un problema di metodo e più in generale è stato detto di seguire con molta attenzione il lavoro dei prossimi mesi. Quanto a Michelini è il sindaco che abbiamo sostenuto anche in momenti più difficili e che sosterremo fino alla fine”.

Ritiene possibile l’election day accorpando a politiche e regionali pure le comunali?
“Non credo che ci sarà, generalmente le amministrative vanno distinte da altri turni”.

Ma il centrosinistra può farcela a riconquistare palazzo dei Priori? Non teme un po’ il centrodestra che si sta riorganizzando?
“Siamo nelle condizioni di vincere, tutto sta nel capire se gli ultimi mesi saranno gestiti con attenzione e vedere il clima complessivo post elezioni politiche e regionali. Come cinque anni fa, se vince Zingaretti la partita a Viterbo resta aperta. Anche per questo dobbiamo sentirci tutti in gioco, per non fallire i due turni elettorali, politiche e regionali”.

Vede di buon occhio un’eventuale nuova alleanza con chi la coalizione l’ha abbandonata, Viva Viterbo, tanto per non fare nomi?
“Vedo di buon occhio una coalizione seria e credibile sul versante del governo, caratteristiche che non tutti dispongono visto l’esito di questi cinque anni”.


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