Viterbo – (sil.co.) – “Se lo fai, ti getto dalla finestra dell’ospedale”. Sarebbe una delle minacce telefoniche del datore di lavoro a un operaio ricoverato a Belcolle che aveva subito un grave infortunio per convincerlo a non sporgere denuncia.
Per questo un imprenditore edile è finito sotto processo davanti al giudice Giacomo Autizi, indagato a vario titolo assieme a un altro dipendente e due collaboratori per violazioni varie della normativa sulla sicurezza nei posti di lavoro. Lui anche per minacce.
“Vengo a casa tua e ti ammazzo sul letto”, gli avrebbe detto per telefono. E poi un sms che la dice lunga sull’entità delle presunte minacce: “Adesso vedrai cosa ti faccio – messo nero su bianco in un messaggio – hai un incidente e dici che sei caduto nel cantiere, sei un bugiardo e un ladro, adesso vedrai”.
Una sequela di telefonate e messaggini che avrebbero spaventato a morte l’operaio fino a quando, immobilizzato a letto in seguito all’infortunio, non ha chiamato la polizia chiedendo aiuto.
Era il 31 agosto 2012 quando una pattuglia della squadra volante della questura si è precipitata nell’abitazione della presunta vittima. “Siamo corsi da lui e lo abbiamo trovato bloccato a letto che ci raccontava delle ripetute minacce telefoniche, mostrandoci anche l’sms – ha raccontato in aula un ispettore di polizia – abbiamo raccolto la denuncia, poi ci sono stati ulteriori riscontri”.
Il processo riprenderà il 14 maggio.
