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Eredità contesa da una dozzina cugini, bloccati beni della nonna

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – Testamento a sorpresa della nonna che nomina eredi soltanto due nipoti, escludendo gli altri undici cugini. Dopo il rinvio a giudizio per circonvenzione di incapace degli unici due beneficiari, uno dei quali nel frattempo deceduto, le presunte parti offese hanno ottenuto anche il sequestro giudiziario di tutti i beni mobili e immobili costituenti l’asse ereditario dell’anziana. 

Una richiesta di sequestro già accolta dal tribunale civile, contro la quale si era opposto l’unico erede universale tuttora in vita.

Ma il collegio composto dai giudici Ettore Capizzi, Federico Bonato e Caterina Mastropasqua, ha rigettato il ricorso, dando ragione ai cugini, tutti assistiti dagli avvocati Enrico De Paolis e Sante Zampolini.

Al centro l’eventuale annullamento del testamento olografo, redatto, secondo le presunte vittime, quando la nonna non era più capace di intendere e di volere, tanto da esserle nominato un amministratore di sostegno. E il rischio che, nel frattempo, i beni prendano altre strade.

“E’ verosimile – scrivono i giudici, disponendo il sequestro di beni mobili e immobili – la fondatezza di un processo di deterioramento della salute della donna in atto già da tempo e quindi la fondatezza della domanda volta a ottenere l’annullamento del testamento nonché la restituzione dei beni”. 

Il processo per circonvenzione di incapace all’unico dei due fratelli ancora in vita, oggi 61enne, inizierà il 9 novembre 2018.

La coppia è finita sotto inchiesta quando gli altri undici agguerritissimi nipoti, alla morte dell’anziana, nel 2016, hanno scoperto che quattro anni prima la nonna, il 27 gennaio 2012, aveva fatto testamento a favore esclusivamente dei due fratelli, escludendo tutti gli altri consanguinei che si aspettavano di ereditare dalla cara estinta.

Secondo il pm Chiara Capezzuto, i due fratelli “in concorso tra loro, nella qualità di nipoti dell’anziana, sottoposta ad amministrazione di sostegno dal 20 marzo 2914 al decesso avvenuto il 20 agosto 2016, al fine di procurare a se stessi o ad altri un ingiusto profitto, abusando dello stato di infermità-deficienza psichica della congiunta, la inducevano a compiere atti che comportavano effetti giuridici dannosi per lei e/o per gli altri”

“Segnatamente – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – il testamento datato 27 gennaio 2012, con il quale i due fratelli venivano nominati unici eredi, con l’aggravante di avere arrecato agli altri 11 nipoti dell’anziana un danno di rilevante entità da quantificare e di aver commesso il fatto abusando delle relazioni domestiche intercorse”. 


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