Imperia – (r.s.) – Lo hanno incontrato nel carcere di Imperia, dove è rinchiuso da venerdì. E le prime parole che si sono sentiti dire sono state: “Avvoca’, ma da Viterbo sete venuti…? Pensavo me ne davano uno de qui…”.
Il colloquio tra Ermanno Fieno e i suoi difensori, i legali Samuele De Santis ed Enrico Valentini, è durato più di un’ora. Dalle 8,30 di ieri a poco prima delle 10, quando il 44enne è comparso davanti al pubblico ministero per la convalida del fermo. E’ lui il principale indiziato dell’omicidio di almeno uno dei suoi genitori.
Agli occhi dei due avvocati, Fieno è apparso “sotto stress. Sapeva di essere ricercato – spiegano i difensori -, ma non ha ancora realizzato né compreso bene la situazione. È provato, eppure riesce a controllare le sue emozioni. Anche se a fatica. Ma non ha pianto”. Il resto del colloquio, che è proseguito anche dopo l’udienza, è però top secret.
È davanti al magistrato di Imperia che il 44enne ha invece fatto scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere. “Rispondere sarebbe stato complicato – sottolineano gli avvocati De Santis e Valentini -, perché è ancora tutto in divenire. Pure l’imputazione potrebbe cambiare, anche perché al momento risulta poco chiara. Per ora gli vengono contestate una serie di azioni che avrebbero provocato la morte dei genitori. Comunque se Fieno vorrà parlare, lo farà con la procura di Viterbo che sta coordinando le indagini”.
Convalidato il fermo, si attende ora la misura cautelare (presumibilmente l’arresto) che il gip di Imperia potrebbe applicare. Probabilmente domani mattina, dopo l’interrogatorio e al termine del 48 ore previste dal codice. Il 44enne, dovrebbe poi rientrare a Viterbo.
È stato fermato dalla polizia di frontiera di Ventimiglia venerdì mattina. Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto, che insieme al procuratore Paolo Auriemma lo ha iscritto nel registro degli indagati, aveva disposto il fermo perché “sussistono elementi che fanno ritenere fondato il pericolo di fuga” di Fieno, che non può ancora essere arrestato “mancando il presupposto della flagranza” del reato.
È stato fermato mentre scendeva le scale della stazione. Ammanettato, non avrebbe proferito parola davanti agli agenti che lo hanno trovato in possesso di uno zainetto con 750 euro in contanti, una carta bancomat intestata al padre, camicie e calzini nuovi e un biglietto appena acquistato per Mentone (Francia).
È stato rintracciato dopo poco più di 24 ore dal ritrovamento dei cadaveri dei genitori. Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini, trovati morti giovedì sera nel loro appartamento al secondo piano del civico 26 di via Santa Lucia, a Viterbo.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



