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Intercettazioni, via libera del consiglio dei ministri alla riforma

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Roma - La sala del consiglio dei ministri

Roma – La sala del consiglio dei ministri

Roma – “Non più contro la privacy”. Così il guardasigilli Andrea Orlando commenta a caldo il via libera dato oggi dal consiglio dei ministri alla riforma delle intercettazioni.

 “L’Italia le usi contro crimini non per alimentare pettegolezzi e distruggere reputazione”, sottolinea il ministro della giustizia Orlando.

A giorni la pubblicazione del testo, poi sei mesi per l’entrata in vigore. Tra un anno la misura che attribuisce ai giornalisti il diritto di avere copia dell’ordinanza di custodia.

Mai più trascrizioni di intercettazioni irrilevanti per le indagini. Regole per l’utilizzo dei virus-spia come il Trojan. Solo “brani essenziali” e quando “è necessario” nelle ordinanze di custodia cautelare. Un nuovo reato nel codice penale: la “diffusione di riprese e registrazioni di comunicazioni fraudolente”, punito con la reclusione fino a 4 anni. Accesso legittimo dei giornalisti alle ordinanze del gip, una volta che le parti ne hanno avuto copia. Sono questi i punti essenziali della nuova legge sulle intercettazioni, prevista dalla delega contenuta nella riforma del processo penale varata la scorsa estate.

“Abbiamo un Paese che utilizza le intercettazioni per contrastare la criminalità – è il commento del nministro della Giustizia Andrea Orlando – e non per alimentare i pettegolezzi o distruggere la reputazione di qualcuno“. Lo afferma, al termine del Cdm che ha dato l’ok alla riforma delle intercettazioni, il ministro della Giustizia Andrea Orlando sottolineando come il provvedimento, “senza restringere, ma anzi autorizzando ad intercettare in un modo più agevole, impone una serie di vincoli e divieti che impediscono di usarle come strumento di diffusione di notizie improprie”.


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