Viterbo – “Un licenziamento illegittimo, l’Ater deve reintegrare Angela Birindelli”. L’avvocato Anna De Cesare, legale dell’ex assessora regionale e dipendente dell’ente, riporta la sentenza depositata ieri dal giudice del lavoro di Viterbo Isabella Parolari.
E’ l’ultimo capitolo (civile) della travagliata vicenda Ater, culminata il 15 aprile 2014 con il licenziamento dell’ingegnera di Bolsena. Fu Ugo Gigli, all’epoca direttore generale dell’ente, a firmare il provvedimento: secondo l’ex dg, Birindelli avrebbe falsificato la sua firma su documenti in cui l’avrebbe autorizzata a effettuare lavori come professionista al di fuori dell’Ater.
L’ingegnera impugna il licenziamento, ma il 15 luglio 2015 il giudice del lavoro respinge il ricorso dichiarando legittimo il provvedimento dell’ente. Ma Birindelli ci riprova, arrivando alla sentenza di ieri che ha ribaltato la prima.
Nel procedimento, a favore del licenziamento della dipendente, si è costituita l’Ater, tramite l’avvocato Giorgio Natoli. “L’ente – sottolinea il legale De Cesare – è stato condannato a reintegrare l’ingegnera nell’originario posto di lavoro perché il suo licenziamento è stato dichiarato illegittimo, in quanto secondo il giudice non è stato irrogato dall’ufficio competente. L’Ater deve inoltre a Birindelli un’indennità risarcitoria pari alle mensilità della retribuzione globale di fatto, nella misura lorda, maturate dal 28 marzo 2014 al reintegro, e i contributi previdenziali e assistenziali. Ma non il risarcimento del danno, che il magistrato non ha ritenuto provato”.
La sentenza depositata ieri è “immediatamente esecutiva” e, nonostante l’ente possa comunque fare ricorso, l’avvocato De Cesare è per il momento soddisfatto. “Finalmente è stata provata l’illegittimità del licenziamento, e Birindelli ha avuto un minimo di ristoro all’ingiustizia subita. Anche a fronte dell’illegittima divulgazione del licenziamento e delle sue motivazioni da parte dell’allora direttore dell’Ater, contrariamente a quanto le norme di riservatezza a tutela del lavoratore impongono”.
La sentenza di ieri, “riabilita l’immagine di Birindelli agli occhi dell’opinione pubblica – conclude l’avvocato De Cesare – e le dà un piccolo ristoro per una vicenda che l’ha colpita anche e soprattutto a livello morale. Comunque, in considerazione del ribaltamento della prima decisione, ci aspettiamo un probabile appello dell’Ater”.

