Viterbo – E’ morto questa mattina a Tuscania il pittore Alessandro Kokocinski. L’artista dal 2003 viveva e lavorava a Tuscania. Ne ha dato notizia la famiglia su Facebook.
È morto a 69 anni, dopo una lungha malattia, il pittore, scultore e scenografo italiano Alessandro Kokocinski.
Kokocinski, di origini polacco-russe, era nato il 3 aprile del 1948 nel campo profughi di Porto Recanati da madre scampata alla deportazione nazista e padre soldato nell’armata anglo-polacca.
Alla fine del 1948 la famiglia si trasferisce in Sudamerica. Trascorre i suoi primi anni di vita tra le foreste di Argentina e Paraguay. A Buenos Aires assiste alla caduta di Peron (1955). Schedato dal regime militare argentino, è costretto a rifugiarsi a Santiago del Cile dove espone disegni di denuncia politica presso diverse università.
Negli anni ’70 Kokocinski arriva a Roma, presentato dal poeta spagnolo Raphael Alberti con il quale nasce un lungo sodalizio. Sono anni di mostre e rapporti con artisti come Riccardo Tommasi Ferroni, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Carlo Levi.
Dal 1986 Kokocinski è per alcuni anni in estremo oriente, poi in Germania. Quindi torna definitivamente in Italia dove fonda la compagnia teatrale “Kosa” con l’attrice Lina Sastri.
Nel 2003 si trasferisce a Tuscania dove trasforma in studio un’antica chiesa.
Kokocinski vanta una poliedrica produzione come pittore, scultore e scenografo. Tra le ultime esposizioni quella dell’autunno del 2015 alla fondazione Roma Museo dal titolo Kokocinski. La vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown poi portata nella primavera di quest’anno al Museo archeologico di Napoli.
“Nel lavoro di Kokocinski c’è una forza evidente che tormenta i personaggi rendendoli aggressivi e audaci – spiega lo storico e critico Claudio Strinati – . Eppure, nello stesso tempo, la sua arte è quella di un uomo che sente intimamente la bellezza e la molteplicità delle cose della vita e nella pittura sembra trovare una via di uscita per manifestare, con sincerità e spontaneità indiscutibili, una sua particolarissima ansia di pienezza che si concretizza in un insieme di opere tutte legate l’una all’altra, quasi per costruire una immagine, fantastica e realistica insieme, dello scorrere dell’esistenza che non è mai integralmente lieta o integralmente tragica”.
Kokocinski lascia la figlia, Maya Kokocinski Molero, pittrice.

