Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Prosegue la battaglia dei sindacati contro Unicoop Tirreno per avere chiaro quale sarà il futuro dell’azienda e dei tanti lavoratori di una delle più grandi cooperative d’Italia.
Appena due giorni fa l’ultimo sciopero proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs con una manifestazione sotto la sede di Unicoop Tirreno a Vignale-Riotorto in provincia di Livorno. Otto ore che hanno anche posto l’accento sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore.
Giorni fa abbiamo tenuto un incontro a Firenze con Unicoop Tirreno finalizzato a verificare l’andamento degli indicatori aziendali, la coerenza degli stessi con il piano industriale e la tenuta degli accordi sottoscritti inerenti in particolare la salvaguardia dell’occupazione.
Il bilancio del 2017 si annuncia nuovamente in perdita e la liquidità disponibile si assottiglia progressivamente anche in ragione della pressione concomitante esercitata dalle banche e dai fornitori. Potrebbe essere necessario per la cooperativa utilizzare nel prossimo biennio gli strumenti finanziariin dotazione di 170 milioni per garantire i soci prestatori e non lo sviluppo e la ristrutturazione. Il 2018 inoltre potrebbe portare alla dismissione di partecipazioni per poter bilanciare il rapporto tra patrimonio e prestito e il risanamento appare difficilmente conseguibile.
La credibilità della cooperativa continua ad essere incerta ed episodica e permane una palese inadempienza relativa agli accordi sottoscritti sui temi decisivi. Le terziarizzazioni restano tali e la cooperativa conferma una possibile estensione delle stesse.
Si è palesata una nuova strategia aziendale consistente nella celata volontà di scaricare sui lavoratori di Lazio e Campania (in ragione dell’andamento dei fatturati, positivi in Toscana e negativa nel Lazio e in Campania) politiche di riduzione del costo del lavoro riducendo i salari.
Permane incertezza sul futuro occupazionale dei lavoratori della Campania, infatti i punti vendita della Campania resteranno aperti e operativi fino a quando non ci sarà una cessione a terzi delle strutture non conoscendo tuttavia la credibilità dei terzi.
Di contro risultano potenzialmente chiarite le seguenti problematicità:
- l’ammortizzatore sociale della solidarietà è di fatto assorbito dal numero delle fuoriuscite volontarie in rete di vendita e quindi non ci sono più esuberi;
- si è palesata una disponibilità a definire termini e modalità preventive (tempi di informazione) su chiusure e cessioni ed è stata confermata la continuità occupazionale in coop di tutti coloro che non siano disponibili alla cessione.
Donatella Ajala Filcams Cgil Viterbo Civitavecchia
Aldo Pascucci Fisascat Cisl Viterbo
Elvira Fatiganti Uil Tucs Viterbo




