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Viterbo – (sil.co.) – Testamento a sorpresa della zia che nomina eredi soltanto due nipoti, escludendo gli altri undici cugini. Dopo il rinvio a giudizio per circonvenzione di incapace degli unici due beneficiari, uno dei quali nel frattempo deceduto, le presunte parti offese hanno ottenuto, in sede civile, anche il sequestro giudiziario di tutti i beni mobili e immobili costituenti l’asse ereditario dell’anziana.
Sulla vicenda interviene ora l’avvocato Fausto Barili, difensore del nipote rimasto l’unico erede universale. “Ritengo che la diffusione della notizia, all’indomani del provvedimento emesso dal tribunale civile di Viterbo, in composizione collegiale, rappresenti l’ennesimo biasimevole esempio di utilizzo strumentale della stampa”.
L’iniziativa dei denuncianti, per Barili, è censurabile: “Ha avuto l’intento unico e fin troppo palese di gettare discredito sul mio assistito e sulla memoria del fratello, attraverso il meccanismo della confusione, attuato mediante l’interpretazione volutamente distorta del provvedimento, per far arrivare un messaggio destabilizzante, che nulla ha a che vedere con la “ratio” dell’istituto, con i presupposti di diritto per i quali ad esso si è fatto ricorso”.
Il legale spiega le sue ragioni. “In questo caso è stato disposto un sequestro giudiziario, provvedimento di natura cautelare, la cui precipua finalità è quella di preservare i beni oggetto di sequestro, in una vicenda che tuttavia, nel merito, contrariamente a quanto sembrerebbe volersi rappresentare, deve essere ancora oggetto di ogni tipo di accertamento, utile al tribunale per poter stabilire per l’appunto ‘.. chi ha ragione e chi ha torto…'”.
“È allora il caso di specificare che il mio assistito attende con estrema fiducia e con assoluta serenità il momento processuale nel quale si potrà fare opportuna chiarezza su tutte le vicende che ad oggi sono state fatte emergere in modo così distorto e che altro non sono se non la conseguenza del rifiuto di alcuni nipoti di accettare le volontà liberamente espresse dalla zia, nella pienezza delle proprie facoltà mentali”.
La coppia è finita sotto inchiesta quando gli altri undici agguerritissimi nipoti, alla morte dell’anziana, nel 2016, hanno scoperto che quattro anni prima la donna, il 27 gennaio 2012, aveva fatto testamento a favore esclusivamente dei due fratelli, escludendo tutti gli altri consanguinei che si aspettavano di ereditare dalla cara estinta.
“Segnatamente – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – il testamento datato 27 gennaio 2012, con il quale i due fratelli venivano nominati unici eredi, con l’aggravante di avere arrecato agli altri 11 nipoti dell’anziana un danno di rilevante entità da quantificare e di aver commesso il fatto abusando delle relazioni domestiche intercorse”.
Il processo per circonvenzione di incapace all’unico dei due fratelli ancora in vita, oggi 61enne, inizierà il 9 novembre 2018. Le presunte parti offese sono assistite dagli avvocati Enrico De Paolis e Sante Zampolini.

