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Perizia psichiatrica su Fieno, difesa al lavoro

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Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - Il fermo di Ermanno Fieno

Sanremo – Delitto di via Santa Lucia – Il fermo di Ermanno Fieno

Viterbo - Delitto di santa Lucia

Viterbo – Delitto di santa Lucia

Viterbo - Delitto di Santa Lucia - L'intervento dei vigili del fuoco

Viterbo – Delitto di Santa Lucia – L’intervento dei vigili del fuoco

Gli avvocati Samuele De Santis ed Enrico Valentini

Gli avvocati Samuele De Santis ed Enrico Valentini

Viterbo – Delitto di santa Lucia. I difensori di Ermanno Fieno, gli avvocati Samuele De Santis ed Enrico Valentini, potrebbero a breve nominare un consulente di parte per svolgere la perizia psichiatrica sul 44enne indagato per l’omicidio dei suoi genitori. Nei giorni scorsi lo avevano anticipato. “Se, come dalle prime indiscrezioni che escono dall’autopsia, Fieno ha vissuto con i resti dei propri genitori in casa per quindici giorni, evidentemente queste persone erano totalmente invisibili – avevano detto i legali -. Gli elementi emersi finora indicano uno stato psicologico particolare in capo all’indagato. E sia noi che i procuratori della Repubblica vorremmo esaminare anche questo aspetto, per verificare la sua salute mentale”. Ovvero la sua capacità di intendere e di volere.

Il 44enne è da sabato nel carcere di Mammagialla. Lì ha passato il Natale e il giorno di santo Stefano. Da solo, senza altri detenuti in cella. La prima notte, quella tra il 23 e il 24 dicembre, è stato anche sorvegliato a vista 24 ore su 24 per evitare atti di autolesionismo o istinti suicida. Ma passate le festività natalizie, già questa mattina potrebbe avere un nuovo colloquio con i suoi difensori, il primo nel penitenziario di Viterbo. Intanto si avvicina la probabile conferma della misura cautelare in carcere del giudice per le indagini preliminari di via Falcone e Borsellino, dopo il deposito, avvenuto venerdì, della richiesta d’arresto del procuratore Paolo Auriemma e del sostituto Chiara Capezzuto. Confermata la misura emessa dal gip di Imperia, gli avvocati De Santis e Valentini avranno la possibilità di visionare il materiale probatorio raccolto dagli inquirenti durante le indagini. Come le testimonianza delle persone sentite a sommarie informazioni.

Per nove giorni Fieno è stato rinchiuso nel carcere di Imperia. Dal 15 dicembre, quando è stato fermato a Ventimiglia dalla polizia di frontiera che dopo trentasei ore ha messo fine alla sua fuga. Una fuga che l’avrebbe portato a Mentone, in Francia. Il 44enne è indagato per l’omicidio dei suoi genitori. O di almeno uno di loro. La madre. Rosa Rita Franceschini, 71 anni, trovata cadavere insieme al marito Gianfranco, di ottantatré, nella camera matrimoniale del loro appartamento al secondo piano del civico 26 di via santa Lucia. Erano entrambi avvolti nel cellophane, fissato con dello scotch all’altezza di collo, fianchi e caviglie. Lui disteso sul letto, lei a terra. Ritrovati senza vita la sera del 13 dicembre, a due settimane dalla morte. Per cause naturali quella di Gianfranco, stando almeno ai primi accertamenti del medico legale che nell’obitorio di san Lazzaro ha eseguito l’autopsia. Ma i dubbi verranno sciolti solo tra sessanta giorni, forse novanta, quando i quesiti posti dalla magistratura, come gli esami tossicologici, troveranno finalmente una risposta. Rosa Rita sarebbe invece stata uccisa, con una raffica di colpi alla testa. Inferti con un attizzatoio da camino mentre era di spalle, vicino al tavolo della cucina. Morti a dodici ore di distanza l’uno dall’altra: il 28 novembre lui, il 29 lei.


Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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